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#73199 La mia collezione

Inviato latimeria in 01 marzo 2015 - 12:15

E' con un certo orgoglio, che vi mostro alcune immagini della mia collezione, frutto di 40 anni di collezionismo,non per fare invidia a nessuno,anche perchè chissà quanti di voi avranno di meglio,ma gradirei sapere cosa ne pensate.

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#73201 La mia collezione

Inviato latimeria in 01 marzo 2015 - 12:46

Visualizza Messaggiolatimeria, il 01 marzo 2015 - 12:15 , ha scritto:

E' con un certo orgoglio, che vi mostro alcune immagini della mia collezione, frutto di 40 anni di collezionismo,non per fare invidia a nessuno,anche perchè chissà quanti di voi avranno di meglio,ma gradirei sapere cosa ne pensate.

Allegato 032.JPGAllegato 033.JPGAllegato 014.JPGAllegato 015.JPGAllegato 016.JPGAllegato 017.JPGAllegato 018.JPGAllegato 019.JPGAllegato 020.JPGAllegato 021.JPGAllegato 022.JPG


Aggiungo qualche altra foto.

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#72827 Contro alla ridicolizzazione

Inviato Ebo in 10 febbraio 2015 - 07:12

già che ci siamo allora eliminiamo tutti i cartoni animati, dagli Hanna & Barbera, e prima ancora Felix The Cat, tutti i Walt Disney, Beep-beep e Willy Coyote, sino ai Pixar e Manga attuali, sono pieni di animali parlanti, dinosauri e non.

Io da piccolo mi sono nutrito dei Flintstones, visti e rivisti mille volte e non mancherò certo di farli vedere anche a mio figlio.
Non mi risulta di aver subito turbe "psicologico-creazioniste" particolari, e mi sono pure laureato in geologia (magari grazie giusto ai Flintstones...)

Non è il contenuto che è nocivo, entro certi limiti, ma il problema è spesso legato all'istruzione degli adulti ed il modo di interpretare e trasmettere certe informazioni ai propri pargoli.
La scienza lasciala agli adulti, la fantasia ai bambini.


#70857 Un anno fa.....

Inviato Attilio in 11 novembre 2014 - 01:54

......con tanta incoscienza e una dose massiccia di azzardo, visto come le normative italiane  considerano noi fossilari  con le  loro interpretazioni, spesso fasulle e campate in aria,  mi sono lanciato in un progetto che sognavo da anni : aprire un’esposizione permanente  di  fossili, esteri, periziati e certificati, rivolta alle scuole e a chiunque ami o voglia conoscere i fossili. Ora, dopo alcune sentenze in nostro favore, ho deciso di renderne partecipe anche il forum e……speriamo bene.  

img001.jpg                                  img002.jpg


#77907 Stromatolite più antica (nuovo arrivo)

Inviato Ebo in 24 settembre 2015 - 08:18

Finalmente dopo più di un mese di attesa ho ricevuto dall'Australia una lastra che contiene la testimonianza più antica dell'attività biologica sulla Terra attualmente nota, e che mi sostituisce la precedente proveniente da Strelley Pool (sempre Australia) e datata a 3.43 miliardi di anni (http://spacewardboun...romatolites.pdf).

Proviene dall'area del North Pole Dome, nell'Australia occidentale, al centro del East Pilbara Granite-Greenstone Terrane, dalla Dresser Formation, Talga Talga Subgroup, Warrawoona Group; in questa regione, datata all'Archeano, si rinvengono successioni vulcanico-sedimentarie che sono state poco o nulla deformate e nei livelli datati a 3.49 Miliardi di Anni si rinvengono costruzioni algali (stromatoliti) che sono le più antiche rinvenute attualmente sul nostro pianeta.

Link utili:

http://online.lieber...9/ast.2013.1030 Pubblicazione di riferimento
http://pilbara.mq.ed...ites_at_Dresser
http://www.scienceda...31112163220.htm

Allega miniatura(e)

  • Dresser Fm. 3,49Gy, North Pole Dome (Australia) - 10cm.jpg



#74094 Presentazione mia collezione

Inviato monta1983 in 09 aprile 2015 - 09:05

Buona sera a tutti....volevo farvi vedere la foto della mia vetrinetta....so che per molti di voi non è niente...ma se consideriamo che al 95% è frutto di un'annetto di collezionismo...bè credo non sia male...!
Graditi commenti...grazie!

Allega miniatura(e)

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#72125 Preparazione vinctifer comptoni

Inviato fallenrain in 07 gennaio 2015 - 11:02

Buonasera ,volevo mostrarvi il mio working in progress che è partito dall'inizio di questo periodo festivo.!
Si tratta di un nodulo Brasiliano proveniente dal Brasile e contenente un Vinctifer Comptonii della dimensione di 44 cm..
Lo sto lavorando non convenzionalmente ..ovvero saltando la fase di "splittatura" in due del nodulo e cercando di pulirlo in toto con il vibroincisore pneumatico e in parte a mano  evitando così di lasciare un ben di dio di squame e pelle sul calco negativo del fossile.
Il materiale tolto un primo strato superficiale molto lavorabile in molti tratti in profondità è duro come la morte.
Aggiungo  soltanto che solo arrivando  a questo punto del lavoro  ho già perso il conto delle ore spese sopra.. :wacko:
in attesa del trasferimento in veneto  e del momentaneo stand by di tutti i miei progetti vi faccio vedere qualche fotina...
20141221_183943 (FILEminimizer).jpg il nodulo con qualche ora di lavoro addosso
20150101_163211 (FILEminimizer).jpg
20150107_220237 (FILEminimizer).jpg


#64341 BACAROZIIII....BACAROZZI FRESCHIIII....

Inviato Prejott in 25 febbraio 2014 - 01:40

Ultimi arrivi, proprio di questa mattina e dopo una lunga, meditabonda attesa:

Triarthrus eatoni, ordoviciano superiore, New York.

Mineralizzati in pirite con conservazione delle parti molli.

Misure (a meno delle antenne): A 16mm; B 8mm (sul retro della lastra dell'A); C 7mm

Scusate per la qualità delle foto ma, non riuscendo a farle al microscopio, mi arrangio con lo scanner...

Allega miniatura(e)

  • A.jpg
  • B.jpg
  • C.jpg



#85927 Microscopia per studenti

Inviato Enotria in 2 settimane fa

Microscopia per studenti


E si sa, gli studenti di soldi da spendere ne hanno pochi. Men che meno per la microscopia.

Eppure, fra la fine delle elementari e gli inizi delle superiori, vi è una larga fascia di studenti che iniziano ad appassionarsi alle Scienze e che sono curiosi di ciò che la Natura può loro offrire.

Vediamo allora come possiamo accompagnare la naturale curiosità dei nostri ragazzi, questo sarà lo scopo di queste righe: la scelta del microscopio, i soggetti di osservazione ed il modo di usare al meglio i nostri strumenti ed infine, per i più intraprendenti, come aumentarne le prestazioni mediante semplici interventi e l’aggiunta di piccoli accessori.



La scelta del microscopio


Partiamo dallo strumento base, il microscopio, ma quale ?
Per un ragazzo che inizia ad avvicinarsi alla microscopia le possibilità sono tantissime, ma non bisogna strafare: inizialmente è bene limitare gli ingrandimenti disponibili, in modo che il mondo che andremo a scoprire sia quello stesso che già conosciamo, solo che ne vedremo dei particolari nuovi che, a causa delle ridotte dimensioni, prima ci sfuggivano.

In questa fase, un ottimo alleato è il microscopio digitale, un piccolo strumento dalla forma allungata che contiene sia la parte ottica che ingrandisce, sia la parte digitale che memorizza l’immagine, dandoci così la possibilità di scattare fotografie e di fare filmati. Normalmente questo piccolo microscopio viene collegato al computer mediante un cavetto USB.

1.JPG


Il microscopio digitale originale


Come vedete assomiglia ad un piccolo microscopio, con la sua base, la colonna portante, la cremagliera per la messa a fuoco ed il braccio del microscopio vero e proprio, che così può essere utilizzato liberamente in mano o, meglio, in modo molto più stabile, sul suo supporto.

Cercando sul mercato si trovano molti modelli simili, quello che ho scelto e che consiglio è quello in foto e lo trovate sotto varie marche: Gamuttek, Crenova, UM012C, ecc. Sono tutti identici, fatti da una unica industria e poi rimarcati. Il prezzo per il prodotto nuovo varia dai 45 ai 110 Euro ma, ripeto, è sempre lo stesso identico strumento.
Non lasciatevi sedurre da prezzi stracciati o da modelli diversi, piuttosto prendete un usato: il mio, con cui ho fatto tutte le foto che seguono, l’ho pagato solo 16 Euro e va benone.



L’utilizzo “normale” del microscopio


Come prima cosa verifichiamo l’ingrandimento reale dello strumento: mettiamo il microscopio al minimo ingrandimento ed inquadriamo un righello per vedere quanti  millimetri di campo abbiamo. Rifacciamo la stessa prova, ma al ingrandimento massimo.

2.JPG

Campo visualizzato: da 2 a 50 mm.


E così ora sappiamo che al massimo ingrandimento il campo inquadrato è di 2 millimetri, mentre al minimo ingrandimento è di 50 millimetri. Questa informazione ci serve per evitare di perdere tempo con soggetti troppo piccoli o troppo grandi per la nostra strumentazione.


Ora possiamo fare le nostre prime prove: una foglia di felce si presta come paziente modella:

3.JPG

Felce con sori


E con le prime prove arrivano i primi suggerimenti: il microscopio ha la possibilità di illuminare con alcuni led interni il soggetto che stiamo fotografando. Utilizzate il minimo di luce, in questo modo avrete un maggior contrasto ed il minimo di riflessi.

Addirittura, in alcuni casi la luce interna a led non la si deve assolutamente usare, altrimenti si formano dei riflessi sgradevoli e molto evidenti:

4.JPG

Riflessi sul metallo


Quindi per monete, metalli lucidi in genere, vetri, specchi, ecc. non si deve mai usare l’illuminazione interna, ma una luce esterna e separata e magari anche adottando opportuni accorgimenti che vedremo più avanti.

Quali sono i soggetti più interessanti da esaminare ?

Abbiamo già visto le foglie, ma allora anche i fiori ed i frutti, ma anche gli insetti e poi, molto belli, i licheni ed i muschi:

5.JPG

Rametto infestato da licheni


E perché no i minerali, i francobolli e le monete, o i fossili o la vostra collezione di conchiglie ?

Anzi, già che siete ormai entrati nel mondo dove tutto è lillipuziano, perché non fate una micro collezione di foraminiferi, il mondo delle conchiglie microscopiche che potete trovare al mare, in mezzo alla sabbia della battigia ?

6.JPG

Foraminiferi frammisti alla sabbia del mare


I soggetti da guardare con il vostro piccolo microscopio sono infiniti, i suoi limiti sono dati solo dalla vostra curiosità.

Ancora qualche suggerimento di piccole modifiche, assolutamente non costose e poco impegnative, ma che possono migliorare l’utilizzo di questo strumento:

7.JPG

Punti di modifica


Il fatto che io abbia fatto queste modifiche non vuol  assolutamente dire che le dovete fare anche voi, il vostro microscopio va benissimo anche così come è.

- Ho sostituito l’asta di sostegno con una più lunga, un pezzo di tubo di alluminio lungo 25 cm., in questo modo si possono sfruttare meglio anche i minimi ingrandimenti.

- Ho marcato la metà corsa della slitta di messa a fuoco con due punti di smalto bianco per individuarlo meglio ed avere così sempre la possibilità di metà correzione verso l’alto e metà verso il basso.

- Ho tolto i ferma vetrini, perché tanto li non servono a nulla, danno solo fastidio se appoggiamo oggetti ingombranti.

- Facendo leva con l’aiuto di una lama robusta, ho tolto il collare trasparente che vi è in fondo al microscopio, in questo modo è possibile avvicinarci di più al soggetto, aumentando la possibilità di ingrandimento.

- Infine, dopo aver ben regolato la durezza della messa a fuoco, con una goccia di Attak ho bloccato la manopola di sinistra, in questo modo anche questa diventa utilizzabile per la messa a fuoco.

Vediamo anche alcuni piccoli accessori che ci semplificano la vita.

- Una semplice scatolina, piena di sabbia, è perfetta per tenere in posizione il soggetto da fotografare, specie se la posizione è alquanto instabile:


8.JPG

Supporto con la sabbia



- Un faretto a led, snodabile e con la lampada di forma regolare a tubo (caratteristica che servirà per montare i filtri). Meglio se a luminosità regolabile. Costo approssimato 12 Euro.


9.JPG


Faretto a 3 intensità luminose e lampada cilindrica


- Un bicchiere di plastica bianca ed aperto sopra va poi benissimo per formare una “gabbia di luce” che elimina tutti i riflessi sulle superfici metalliche. La luce entra lateralmente e rimbalza ovunque, eliminando ogni riflesso:


10.JPG


La moneta senza i fastidiosi riflessi





L’utilizzo “evoluto” del microscopio


Ma non facciamoci troppe illusioni, la premessa era di un microscopio per studenti, genere umano altamente ricco di idee, ma aimè povero di moneta, per questo è essenziale non dover investire troppi soldi. ;)

I vetrini già preparati per biologia
Che peccato, ci sono in giro tanti bei vetrini di biologia già pronti ed interessanti, solo che la loro visione è preclusa al nostro microscopio che non è dotato di illuminazione per trasparenza.
Poco male, prendiamo un bicchiere di plastica bianca, gli facciamo un bel foro sul fondo ed un altro foro su di un lato. Appoggiamo il bicchiere capovolto e mettiamogli in cima il nostro vetrino. Ora la luce la faremo entrare per il foro laterale, il bicchiere bianco la diffonde ben bene e noi ci possiamo guardare il vetrino come si deve:

11.JPG

Sezione trasversale di foglia di mais



Stack di immagini

Non è un accessorio, ma una tecnica molto utile e molto utilizzata in microscopia. Per superare il problema della poca profondità di campo, si possono fare diverse foto ad altezze diverse. Un particolare software preleverà poi dalle singole foto, la sola parte perfettamente a fuoco e creerà una fotografia in cui tutto è correttamente focalizzato.

Il problema, con la nostra strumentazione super economica, è dato dalla scarsa qualità meccanica dei componenti: in breve, tra una foto e la successiva, il nostro micro tende a spostarsi, modificando così la zona inquadrata e rovinando così la foto risultante.

Un rimedio a questo problema è quello di utilizzare per l’escursione della focale soltanto la parte più alta della cremagliera, in pratica la sfruttiamo soltanto dalla metà corsa fino al termine superiore. Il motivo di ciò è semplicissimo: così facendo la slitta della cremagliera è sempre completamente inserita entro le sue guide, per cui si muove molto meno. Certo non riusciremo a fare le 100 è più foto come nei sistemi professionali, ma almeno riusciremo a fare delle immagini accettabili anche così.


12.JPG


Organi fruttiferi (apoteci) in licheni (stack).


Sempre nell’ottica del risparmio, come software per effettuare lo stack useremo programmi rigorosamente free, tipo Combine ed altri simili.





Illuminazione in luce polarizzata

Un aspetto molto interessante della microscopia è l’analisi dei campioni effettuato utilizzando luce polarizzata al posto di quella normale.

Ma questa possibilità è in genere riservata a particolari microscopi altamente professionali ed è un peccato, perché proprio per i ragazzi delle Medie, che iniziano lo studio delle Scienze, sarebbe interessante imparare ad usare questa tecnica.

Ed allora diamoci da fare e prepariamo il nostro micro digitale in modo che possa utilizzare la luce polarizzata:


13.JPG


Sistema polarizzante


Ancora una volta utilizziamo il nostro bicchiere di plastica in modo da sfruttare la luce diffusa e per trasparenza. Poi, subito sopra il bicchiere, mettiamo un filtro fotografico polarizzatore, un PL, meglio se di vecchio tipo (lineare) del costo di pochi Euro.

Subito sopra al filtro appoggiamo il nostro vetrino con il campione da esaminare.

Manca ancora un componente, l’analizzatore. Questo lo prepariamo con un cilindretto di cartoncino o di plastica, purché si incastri al posto dell’anello trasparente, in fondo al microscopio e gli fissiamo un secondo filtro PL, ma questo più piccolo.

Non serve altro, ora giriamo il polarizzatore finché il campo visualizzato diventa buio completo (lamine incrociate). Se ora inseriamo un vetrino su cui abbiamo fatto evaporare una goccia di acqua zuccherata, finalmente vedremo questo:


14.JPG


Zucchero cristallizzato


Tantissimi centri di cristallizzazione, da cui dipartono a ventaglio le strutture cristalline. E la comparsa di fantastici colori, che dipendono dallo spessore del cristallo e dalla sua natura chimica. Colori che cambiano continuamente se noi ruotiamo il vetrino porta oggetto.

Ora possiamo sbizzarrirci ad esaminare le sostanze più strane: alcune volte non vedremo nulla, ma se la sostanza risente della luce polarizzata, si vedranno forme e colori fantastici:


15.JPG


Sezione sottile di granito


Alle volte la luce polarizzata diventa indispensabile anche per poter riconoscere alcune sostanze, ad esempio è il caso dell’amianto che ha delle fibre caratteristiche e che si colorano in modo diverso a seconda di come sono orientate (pleocroismo):


16.JPG


Fibre di amianto (crisotilo)


Ma certamente, il soggetto preferito per la luce polarizzata  è  il comune zucchero da cucina, che cristallizza in diverse condizioni e, ogni volta, da origine a figure ed a colori completamente diversi. Talmente belli, che alcune foto possono essere esposte, come fossero quadri astratti della Natura.


17.JPG


Zucchero (cristallizzazione lenta)






In conclusione, abbiamo trattato di strumenti, di accessori, di tecniche di microscopia, ma sempre a basso costo, tanto che anche se acquistiamo nuovo tutto quello che abbiamo citato, staremo sempre sotto al limite di cento Euro in totale.


Anche per questo motivo, spero che le immagini pubblicate vengano osservate con un minimo di indulgenza ed apprezzate sempre tenendo conto dei limiti che, fin dal inizio, ci eravamo prefissati.


18.JPG


Lichene (particolare)




::)




#85686 Burmite

Inviato francomete in 19 gennaio 2017 - 05:23

Dopo anni di rincorse sono riuscito a ritirare una piccola collezione di ambra di Myanmar (ex Birmania), ambra cretacea di circa 98 milioni di anni.
Non avendone mai presa in mano una, mi sono lasciato coinvolgere e devo dire che ne è valsa la pena.
Sono ambre particolari, abbastanza sporche nel senso che sono piene di inclusioni, a volte hanno una trasparenza leggermente lattiginosa, in ogni caso veramente strapiene di scorie vegetali, piccoli insetti, peli, e altre amenità :)
In questi miei piccoli cabochon lucidati ho trovato un po' di tutto, tutte cose abbastanza comuni, niente rarità importanti.
Grilli, larve, acari, ragni di 2-3 specie, coleotteri come piovesse, vespine, zanzarine e moscerini di diversi tipi, mosche, millepiedi.
Le inclusioni sono veramente microscopiche e si possono apprezzare al meglio solo con un micro stereo, allora diventano veramente interessanti. Le dimensioni dei cabochon vanno da poco più di 1cm ai 3,2 cm.
Gli insetti anche se completi dimostrano gli anni che hanno, sono tutti di discreta-mediocre qualità, niente a che vedere con le inclusioni in ambra dominicana che al confronto sembrano "vive", ovvio visto che sono 5 volte più recenti.

Burmite_group.JPG

Un piccolo coleottero

Bur_coleottero.JPG

Un tipulidae

Bur_Tipulidae.JPG

Grillo e 2 ragni

Bur_grillo_ragni.JPG

Un millepiedi

Bur_millepiedi.JPG

La fluorescenza è veramente forte, simile alla blu dominicana, va dal verde chiaro al turchese, segno che queste ambre non sono state rimaneggiate, riscaldate o alterate in alcun modo.

Bur_fluo.JPG


#84869 Nuovo crostaceo

Inviato glu in 25 novembre 2016 - 08:56

Rompo il silenzio di questi ultimi giorni con il mio ultimo arrivo in collezione. In realtá ne ho aggiunti abbastanza ultimamente ma per i soliti ovvi e detti motivi non li posto qui. Comunque é lungo circa 9 cm ed é un classico del giacimento di Solnhofen.
Eryon arctiformis, Titoniano, Solnhofen, Germania

Allega miniatura(e)

  • Screenshot_2016-11-25-20-39-09-1.png



#84360 Microscopi a meno di 50 Euro ?

Inviato Enotria in 09 ottobre 2016 - 02:56

Microscopi a meno di 50 Euro ?


I microscopi, quelli buoni, sono costosi, molto costosi.

Non so chi l’ha detto, ma è una credenza piuttosto diffusa che un microscopio, per essere minimamente utilizzabile, deve costare molto, tanto da scoraggiare chiunque avesse voglia di provare la microscopia con una spesa ridotta.

E’ da diversi anni che mi diverto a rimettere in piena forma microscopi che solleticano la mia fantasia, ma che hanno avuto una vita sfortunata.
E’ come quando incontri un cagnolino abbandonato in mezzo alla strada, tutto sporco ed infreddolito e che ti guarda con due occhioni grandi grandi. E’ più forte di me, non so resistere.

Ed è facile, una volta sistemato per bene, ottenere magnifiche immagini da un ottimo microscopio, ben revisionato e riportato in piena forma.

Invece, da un po’ di tempo, ho iniziato a complicarmi la vita, cercando di ottenere il massimo da quei microscopietti  da quattro soldi che normalmente vengono considerati inutili giocattoli, buoni soltanto a interessare il ragazzino per poche ore, per poi venire buttati subito via nello scatolone delle cose inutili.

La cosa che più mi ha meravigliato è che, contrariamente a ciò che pensavo, non tutti questi microscopi sono fondi di bottiglia, ve ne sono alcuni che hanno una risoluzione più che dignitosa e che, sfruttati nel modo migliore, possono anche fornire ottime immagini.

Vediamone alcuni che ho avuto la fortuna di incontrare.

Il primo che vi propongo è un microscopio venduto sui 10/15 Euro, dotato di ingrandimento variabile, di illuminazione entro contenuta e dalla resa ottica molto interessante:

1.JPG


E’ il MicroBrite MM-24 della Carson, naturalmente cinese, con un sistema ottico dalla ridotta escursione (20x-40x), ma dalla ottima qualità.
Perfetto quindi per visionare i vetrini istologici e prepararsi all’esame di microscopia, ottimo come portatile per vedere ed identificare sul posto i parassiti delle piante, lo dovete considerate come una specie di lente di ingrandimento, ma notevolmente potenziata e migliorata.

Diversi miei amici sono dei medici che, dopo averne constatato la qualità, ne hanno acquistato alcuni per la loro professione: dei reumatologi lo utilizzano, ad esempio, per osservare i capillari terminali delle unghie, sintomi di alcune malattie; altri, dermatologi, li usano per valutare la pericolosità dei nevi, ecc. ecc.

2.JPG



Utilizzando poi un semplice raccordo, è possibile ottenere ottime foto con semplici fotocamere o, ancora meglio, con i magnifici smartphone che ormai sono diffusi un po’ ovunque:

3.JPG






Veniamo ora ad un altro piccolo ed economico microscopio: non lavora da solo, deve venire abbinato ad un PC per visualizzare le immagini, ma è estremamente comodo. E poi, al giorno d’oggi, i portatili sono molto diffusi e, abbinandoli ad uno di questi piccoli strumenti, si ottiene una stazione autonoma per analisi rapide, direttamente sul campo. Se volete essere ancora più indipendenti, alcuni di questi strumenti hanno, oltre all’uscita USB, anche una emissione WiFi, per cui li potete visualizzare su qualsiasi tablet o smartphone che sia alla portata del suo segnale:

4.JPG


Questo tipo di microscopi, dalla vaga forma di supposta e dal prezzo variante fra i 10 ed i 50 Euro, hanno innumerevoli varianti: l’ingrandimento con ottica zoom che va da 20x a 200x e talvolta anche più, la risoluzione che va dalla minima VGA a dei fantasiosi 5 Mpx, ottenuti con estreme quanto inutili interpolazioni. Spesso sono dotati di supporto a colonna, con tanto di mini cremagliera e di programma di analisi delle immagini, con misurazione in automatico e vetrino di calibrazione.

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Utilissimi per rapidi controlli in campo, sono utilizzati da molti biologi per rapidi screening della fauna presente nei luoghi più inquinati: con un tavolino ripiegabile, un portatile e uno di questi strumenti, si fa una perfetta stazione di verifica.

55.jpg


Con tutto questo, questi microscopi sono in grado di fornire ottime immagini, certamente di qualità più che decorosa anche per piccole pubblicazioni o per dimostrazioni.
Data la loro semplicità nell’utilizzo, sono molto adatti ai ragazzi, per documentare le loro ricerche o per piccole dimostrazioni in classe.

6.JPG






Per quella che è la mia esperienza, queste sono le soluzioni migliori se si vuole acquistare materiale rigorosamente nuovo, ma molto di più si può ottenere dal grande mercato dei microscopi usati.
Il vantaggio è enorme, si acquistano dei veri microscopi di livello professionale, ma al prezzo dei giocattolini. Ma altrettanto alto è il rischio che si corre: se il venditore non è serio, può arrivare lo strumento starato o, peggio, con rotture.
Ben poche sono le soluzioni: acquistare solo da operatori noti per la loro correttezza, premunirsi nel pagamento con PayPal, provare in prima persona gli strumenti.

Ma, se si accetta il rischio, le possibilità sono notevoli.

Per scommessa, ho voluto vedere se era possibile l’acquisto di un vero microscopio, sia pure usato, ma a meno di 50 Euro.
Il mercato inglese di eBay è sempre ricchissimo di ottimo materiale, ben conservato ed a ottimi prezzi, per cui la mia attenzione si è concentrata sulle loro offerte.
La scelta è caduta su di un microscopio LOMO Biolam 70, un microscopio di fattura russa ma che, nella struttura, ricalca i vecchi modelli Zeiss tedeschi.

7.JPG


Di aspetto piuttosto spartano, ha la messa a fuoco macro e micrometrica di ottima precisione (2 micron), un vero condensatore tipo Abbe valido anche per i massimi ingrandimenti, obiettivi di ottima qualità (8x e 45x), una escursione verticale di ben 40 mm., utilissima per poter usare qualsiasi tipo di obiettivo e per sfruttare l’illuminazione incidente. Infine, ha una soluzione presente solo nei migliori microscopi: il rotore porta obiettivi è intercambiabile, in modo da adattarsi rapidamente a qualsiasi tipo di ricerca.
Il microscopio l’ho acquistato su eBay per soli 42 Euro ed era in ottime condizioni.

Immediatamente testato con un vetrino di anatomia (sezione di derma, colorazione Mallory) mostra una ottima resa dei particolari e dei colori, con un forte contrasto ed una evidente tridimensionalità dell’immagine:

8.jpg


Poi, volendo mettere alla frusta l’obiettivo più importante, il 40x, l’ho testato con la diatomea test tipica per questi ingrandimenti, la Stauroncis phoenicenteron:

9.JPG


Il test ha confermato ancora una volta la ottima qualità delle ottiche, con la perfetta risoluzione delle “strie” ed, in parte, anche dei “dot” (vedi particolare).


La conclusione è che con quest’ultimo strumento abbiamo un livello di qualità pari alle ottiche acromatiche delle principali marche, le più famose, per cui il livello delle nostre immagini non dipenderà tanto dal microscopio super economico, ma principalmente dalla nostra abilità.

Non ci sono più scuse, se le immagini sono scarse, è solo colpa nostra !

:)


#80442 l'impronta digitale del tempo...

Inviato Prejott in 03 gennaio 2016 - 10:45

Si, lo so...vi immaginavate chissà che cosa dal titolo...
Ma era solo per mostrarvi questa scheggia di ambra cretacea albiana di Teruel, Spagna.
In vero niente di che, mi piaceva il disegno ansiforme e ve l'ho postato :)

Allega miniatura(e)

  • teruel002.jpg



#80340 Particolari d'Ambra

Inviato Enotria in 30 dicembre 2015 - 11:46

.



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;)


#75134 Hit di ieri

Inviato monta1983 in 18 maggio 2015 - 10:09

Ecco i tre pezzi più interessanti dell'uscita di ieri mattina

Allega miniatura(e)

  • 11289737_10207034970302266_459747410_n.jpg
  • 11292612_10207034971102286_1797420505_n.jpg
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#72721 Scotoharpes

Inviato Prejott in 07 febbraio 2015 - 01:53

Scotoharpes spaskii
Ordoviciano medio del Wolchow, San Pietroburgo.
Diametro (visto che è praticamente rotondo :) ) circa 25 mm

Allega miniatura(e)

  • sco.jpg



#70220 Libano 2

Inviato fallenrain in 15 ottobre 2014 - 09:00

Salve a tutti ,vi volevo mostrare un altro pezzo del Libano preparato con cesello pneumatico e qualche passaggio in acido acetico(pochi a dire il vero potrei pure continuare un pò..)
Ovviamente si tratta di un eurypholis  Boissieri dimensioni crica 11.5 cm..
Come si trovava il materiale ..20141009_223401 (FILEminimizer).jpg
20141012_200636 (FILEminimizer).jpg
20141015_184231 (FILEminimizer).jpg
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#70069 IL MIO LABORATORIO

Inviato Enotria in 10 ottobre 2014 - 04:25

Posso partecipare anch'io, anche se non ho un vero laboratorio di paleo ?

Io, man mano che i figli crescevano e se ne andavano fuori casa, piano piano, zitto zitto, occupavo le loro camere e i loro spazi, con tutte le mie cianfrusaglie.

Così, dopo i primitivi laboratori della mia gioventù, assemblati alla bene e meglio nei magazzini esterni alla casa (Elettronica, Meccanica e Falegnameria), qui vedete il laboratorio Radioattività, che è stato il primo assemblato in casa, sfruttando la fuoriuscita di mio figlio Paolo.

Geiger.JPG

Poi è stata la volta della camera di Simona, e così ne ho approfittato per sistemare il laboratorio di Microscopia:

Microscopi.JPG

Finalmente, da un paio di anni, ho poi recuperato un'altra stanza, che è diventata il laboratorio di Meccanica CNC, così sono riuscito a mettere al sicuro dalla umidità la mia fresa a controllo numerico ed altri attrezzi un po' delicati.

Meccanica_CNC.JPG

Ora, spero solo di non ammalarmi di paleontologite, perché se dico a mia moglie che mi serve un'altra stanza per la sabbiatrice ed il martello demolitore, mi sa che mi caccia di casa.

Già, perché io sono ospite, un po' invadente, ma sempre ospite sono !


:bye:


#82530 Prima preparazione

Inviato Redshift in 05 maggio 2016 - 03:28

Buongiorno a tutti!

Volevo condividere il mio primo lavoro di preparazione di un fossile: trattasi di "kit per imparare" con pescetto del Wyoming, (Green River, Eocene) , che poi si è rivelato essere un Diplomystus.

Il kit è molto carino, con una lastra di circa 22cm di lato, un punteruolo, un foglietto con istruzioni su come lavorare e qualche nozione sulle specie che è possibile trovare, le loro caratteristiche e l'ecosistema in cui vivevano.

Armato di punteruolo, carta vetrata e gomma per cancellare, mi cimento.


Ecco qui come si presentava prima di iniziare:
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Sgratt sgratt, primo stadio per definire un po' la forma:
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Poi, la coda!
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A seguire il corpo:
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E, finalmente, anche la testa:
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Con una visione d'insieme del lavoro finito:
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Ci ho messo grosso modo 30 ore, ma molto frammentate. Ho certamente combinato qualche pastrocchio qua e là, ma che soddisfazione arrivare in fondo (anche solo per un'aringa di 13cm)!

Che ve ne pare?


#79548 Che ressa nel Cambriano

Inviato Attilio in 27 novembre 2015 - 02:37

Appena arrivata ,  Agnostus pisiformis della Svezia, Cambriano, Svezia. 38 x 20 cm

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