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Koreaceratops - nuovo ceratopside dalla Corea

Il reperto era stato scoperto nel 2008 nei sedimenti del Cretaceo superiore della Corea del Sud, ma solo ora pubblicato come una piccola sensazione - Koreaceratops hwaseongensis é il primo ceratopisde (Neoceratopsia, che include molti gruppi basali) ritrovato sulla penisola coreana.
Lo scheletro parziale rinvenuto ha mostrato due caratteri morfologici peculiari - le vertebre della coda possiedono un processo spinoso cinque volte piú lungo del corpo della vertebra stessa e l´astragalo del piede mostra due prominente fosse.
La posizione intermedia di Koreaceratops nella filogenia e la struttura del piede mostra che i Neoceratopsia si sono adattati da una vita bipede a una vita quadrupede.
 
Fig.1. Il reperto di K. hwaseongensis rinvenuto nella formazione di Tando (Albanio) del Sud Corea, vista ventrale (da LEE et al. 2010).
 
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Due nuovi generi di iguanodonti: Iguanacolossus e Hippodraco

I rappresentanti dei Iguanodontia basali sono molto numerosi nei depositi del Cretaceo inferiore, specialmente in sedimenti dell´Europa e Asia, piú rari invece nell´Africa, Australia e America del Nord.
La descrizione di due nuovi generi, e rispettive specie, dalla formazione del Cedar Mountain (datata a 124-104 Ma) nello Utah é per questa una piccola sensazione. La descrizione di due nuovi generi, e rispettive specie, dalla formazione del Cedar Mountain (datata a 124-104 Ma) nello Utah é per questa una piccola sensazione. I fossili sono stati rinvenuti in arenarie e peliti depositate in una piana alluvionale. 
I resti frammentari di Iguanacolossus fortis, il grande colosso di Iguana, in onore della sua mole, comprendono parti dello scheletro postcraniale e alcuni frammenti del cranio stesso.

Figura 1. Ricostruzione e rappresentazione di Iguanacolossus fortis, con i frammenti recuperati e ricostruzione in vita da parte del paleoartista Lukas Panzarin , barra nera equivale a 1 metro (da McDONALS et al. 2010).

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Checklist Malacofauna fossile Pliocene-Pleistocene

Presentazione

INTRODUZIONE

Nel pliocene (periodo che va dai 5 ai 2 milioni di anni fa) il Mediterraneo e in particolar modo l’Italia erano molto differenti da come si presentano oggi: nello zancleano (pliocene inferiore) infatti, a seguito dell’apertura dello stresso di Gibilterra, le acque del nostro mare  coprirono la pianura Padana, il Monferrato, gran parte della Toscana e della Sicilia, l’Agro Pontino in Lazio e aree più o meno vaste dell’Umbria, della Campania, della Puglia, dell’Abruzzo e della Liguria.
L’Italia si doveva quindi presentare come una distesa d’acqua costellata da tante piccole isolette, ma già si sarebbero potute vedere le Alpi e l’Appennino, rilievi emersi milioni di anni prima.
Il nostro mare era popolato da squali, balene, delfini, crostacei e, soprattutto, molluschi.
Il clima era tropicale, e ciò influì non poco sulle faune plioceniche, in particolar modo sui molluschi.
Nel corso del pliocene, prima nel Piacenziano (pliocene medio) poi nel Gelasiano (pliocene superiore) e ancora nel pleistocene inferiore il mare si ritirò fino ad abbandonare definitivamente la penisola Italiana e si raffreddò gradualmente.
Oggi sono pervenute sotto forma di fossili molte testimonianze di quell’antico mare tropicale, sia vertebrati che invertebrati, e l’Italia è ricchissima di questi resti.
Ma, se non è facile imbattersi nei resti di una balena o di una foca, sono invece frequenti nei sedimenti pliocenici e pleistocenici di origine marina numerose specie di molluschi, talvolta di grande interesse scientifico.
Ed è proprio nell’ambito dei molluschi plio-pleistocenici che si inserisce questo progetto.

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Scoperto primo cinodonte italiano !

Un frammento di mandibola con tre denti, collezzionati dalla formazione di Gorno (Triassico superiore) della Lombardia - questi pochi resti forse rappresentano il primo ritrovamento di cinodonti italiani.

Un frammento di mandibola con tre denti, collezzionati dalla formazione di Gorno (Triassico superiore) della Lombardia - questi pochi resti forse rappresentano il primo ritrovamento di cinodonti italiani. In piú la distinta morfologia dei denti - allungati e con tre cuspidi - farebbero pensare perfino a una nuova specie e un nuovo genere - Gornogomphodon caffii - imparentata o attribuibile ai Gomphodontia, un gruppo particolarmente evoluto di terapsidi cinodonti, ancora poco conosciuto, sopratutto sul suolo europeo.

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Impronte nella sabbia

In una parte remota del noto Dinosaur National Monument (Colorado, Utah - U.S.A.) sono state scoperte centinaia di minute impronte di mammiferi giurassici. La scoperta é avvennuta accidentalmente poche settimane fa su una parete di canyon dal paleontologo del luogo Dan Chure e dal paleontologo George Engelmann dell´Universitá del Nebraska.  Le impronte, perlopiú piú piccole di una comune moneta, ma comunque in alcune é possibile osservare le impronte delle dita, sono state lasciate da mammiferi di una grandezza comparabile ai odierni roditori.

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Spettacolare foto del vulcano Sarychev

Una foto definita spettacolare è stata ripresa a bordo della stazione spaziale ISS (International Space Station) dagli astronauti. La foto ha ripreso l'eruzione e la nube originatasi dal vulcano Sarychev (Isole Kuril, nord-est del Giappone) durante le prime fasi dell'eruzione avvenuta il giorno 12 giugno 2009. Il Vulcano Sarychev è uno dei vulcanio + attivi delle isole Kurilii ed è localizzato sull'isola di Matua e prima di questa eruzione l'ultima attività del vulcano risale 1989.

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La nuova mappa Topografica del Globo

La mappa Topografica del Globo più completa mai realizzata è ora realtà. La Nasa in collaborazioen con il Giappone ha realizzato una mappa topografica che è il risultato dell'unione di 1,3 milioni di foto stereo della superficie Terrestre collezionate dal Japanese Advanced Spaceborne Thermal Emission and Reflection Radiometer, o denominato altrimenti "Aster". La Nasa ed il Ministro dell'economia, commercio ed industria Giapponese, conosciuto come METI, hanno sovvenzionato il progetto ed ora il risultato è fruibile on-line gratis per chiunque.

Woody Turner, scienziato del programma Aster al centro NASA a Washington ha dichiarato che tale mappa è la migliore e completa mappa digitale globale delle altitudini. Questa mappa sarà utilissima a una vasta parte di scienziati, tecnici ed utentidi una grande quantità di discipline diverse che tramite tali dati otengono informazioni sulle elevazioni e sui terreni.

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CheckList Malacofauna Fossile Pliocene-Pleistocene

Partito il progetto di elencazione della malacofauna presenti nel Pliocene e Pleistocene Italiano. Tale progetto avviato da pochi giorni sul forum paleofox.com (http://paleofox.com/forum/index.php?/forum/80-checklist-della-malacofauna-fossile-del-pliocene-pleistocene-ditalia/) prevede l'inserimento di tutte le specie fino ad oggi ritrovate per il Pliocene ed il Pleistocene italiano. Tale lavoro è gestito da 2 utenti del forum, ma aperto a tutte le collaborazioni libere e volontarie, sia come segnalazioni, che come correzioni ed errate determinazioni.

Il progetto prevede l'inserimento nel tempo di un corredo iconografico e dettagliato per ogni specie. Il completamento del progetto non è definito in termini temporali, ma ha l'unico scopo di fornire un elenco aggiornato dei ritrovamenti fossiliferi per il Phylum dei Mollusca. Si prevede che le collaborazioni volontarie degli utenti potranno fornire nuovi dati al patrimonio di conoscenza della paleontologia italiana. Collegatevi e constatate il lavoro fino ad oggi effettuato.

http://paleofox.com/forum/index.php?/forum/80-checklist-della-malacofauna-fossile-del-pliocene-pleistocene-ditalia/

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Orme fossili di antenati dei dinosauri in provincia di Brescia

Le orme scoperte a Zone sono fossili-guida per datare le rocce in tutto il mondo

Il nostro articolo pubblicato il 5 gennaio 2008 (Orme di Dinosauro nel comune di Zone) ha avuto il suo epilogo questa mattina nella conferenza stampa tenuta nel Museo di Storia Naturale di Milano. Le orme, studiate ora da un team scientifico, hanno fatto luce su una parte della nostra storia.

Impronte digitali per i detectives del passato
Il comune di Zone (Brescia), che si affaccia sulla sponda orientale del Lago d’Iseo, era già noto a studiosi e appassionati di geologia per le “piramidi di terra”, spettacolari forme di erosione risalenti alla fine dell’ultima glaciazione. Una approfondita indagine paleontologica conferma ora che, a meno di due chilometri dalle piramidi, su una parete di roccia formatasi nel Triassico superiore (220 milioni di anni fa), sono conservate le orme di grandi rettili arcosauri, antenati di coccodrilli e dinosauri. 
Varie specie di animali hanno lasciato 70 orme, quasi tutte allineate a formare almeno 5 piste (sequenze di passi). La continuità laterale della parete di roccia fa prevedere che molte altre orme giacciano ancora nascoste dalla vegetazione e dalle stratificazioni rocciose soprastanti e sottostanti.

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Paleontologia

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