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Fossili marini dei fosfati di Khourigba e radioattività


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12 risposte a questa discussione

#1 fallenrain

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Inviato 18 giugno 2021 - 06:33

Salve a tutti ieri parlando con Fossilone ho approfondito un argomento di cui non ero a conoscenza:radioattività dei fossili provenienti dai fosfati marocchini di Khourigba..
Discutendo è venuto fuori che sono presenti isotopi di Uranio all'interno di questo giacimento e la cosa mi ha turbato non poco..tanto che ho deciso di acquistare un contatore geiger per vedere personalmente la cosa :'( ...
Domanda:voi ne eravate a conoscenza del fenomeno?Sono un attimo preoccupato...

#2 Jack98

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Inviato 18 giugno 2021 - 10:01

Certo. In realtà tutti i depositi geologici con i materiali che contengono sono esposti a basse radiazioni naturali di fondo. Poi ci sono determinati materiali (sedimenti compresi) che tendono ad assorbire tale radiazione, per poi rilasciarla sotto forma di luce se sottoposti a calore o fonte luminosa. Su questo fenomeno si basano i metodi di datazione della termoluminescenza e della luminescenza otticamente stimolata). Se la radiazione è data da isotopi di uranio (comunque in quantità minima, quindi non c'è di cui preoccuparsi) si può ricorrere anchead altri metodi di datazione come l'uranio-torio, che si basa sull'osservazione del decadimento dell'uranio 234 in torio 230. Ovviamente i diversi metodi variano in relazione al fatto che la radioattività che si va a misurare sia assorbita da un corpo o rilasciata da esso.

#3 fallenrain

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Inviato 19 giugno 2021 - 09:01

in realtà nei fosfati la quantità non è minima :'(

#4 Marcosauro

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Inviato 19 giugno 2021 - 09:19

Dunque, da qualche tempo ho iniziato a preparare fossili dei fosfati di dimensioni "interessanti" diciamo. E da molto comunque raccolgo e mi occupo di questi reperti.
Credo che avere dei fossili in una vetrina in salotto non comporti rischi di alcun tipo. Magari mettersi un cranio di mosasauro sotto il cuscino tutte le notti prima di andare a dormire, forse non è la migliore delle idee. Non credo serva allarmarsi a tal punto.

#5 Jack98

Jack98

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Inviato 19 giugno 2021 - 09:36

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 09:19 , ha scritto:

Dunque, da qualche tempo ho iniziato a preparare fossili dei fosfati di dimensioni "interessanti" diciamo. E da molto comunque raccolgo e mi occupo di questi reperti.
Credo che avere dei fossili in una vetrina in salotto non comporti rischi di alcun tipo. Magari mettersi un cranio di mosasauro sotto il cuscino tutte le notti prima di andare a dormire, forse non è la migliore delle idee. Non credo serva allarmarsi a tal punto.

Esatto, esempio calzante. È proprio quello che volevo dire. Ovviamente, collegandomi a quanto detto prima, più tempo passa più l'esposizione a tali radiazioni aumenta (temporalmente parlando) , e per i fossili dei fosfati che hanno diversi milioni di anni è normale che la radiazione sia maggiore che in fossili più recenti. Semplicemente intendevo che la quantità di radiazione (più o meno alta) non è tale da essere un rischio. Anche perché se così fosse, non credo darebbero anche solo il permesso di effettuare le attività di scavo e recupero. E questo varrebbe sia per i fosfati che per molti altri deposti sedimentari ( materiali in mezzo inclusi).

#6 fallenrain

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Inviato 19 giugno 2021 - 05:59

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 09:19 , ha scritto:

Dunque, da qualche tempo ho iniziato a preparare fossili dei fosfati di dimensioni "interessanti" diciamo. E da molto comunque raccolgo e mi occupo di questi reperti.
Credo che avere dei fossili in una vetrina in salotto non comporti rischi di alcun tipo. Magari mettersi un cranio di mosasauro sotto il cuscino tutte le notti prima di andare a dormire, forse non è la migliore delle idee. Non credo serva allarmarsi a tal punto.

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 09:19 , ha scritto:

Dunque, da qualche tempo ho iniziato a preparare fossili dei fosfati di dimensioni "interessanti" diciamo. E da molto comunque raccolgo e mi occupo di questi reperti.
Credo che avere dei fossili in una vetrina in salotto non comporti rischi di alcun tipo. Magari mettersi un cranio di mosasauro sotto il cuscino tutte le notti prima di andare a dormire, forse non è la migliore delle idee. Non credo serva allarmarsi a tal punto.

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 09:19 , ha scritto:

Dunque, da qualche tempo ho iniziato a preparare fossili dei fosfati di dimensioni "interessanti" diciamo. E da molto comunque raccolgo e mi occupo di questi reperti.
Credo che avere dei fossili in una vetrina in salotto non comporti rischi di alcun tipo. Magari mettersi un cranio di mosasauro sotto il cuscino tutte le notti prima di andare a dormire, forse non è la migliore delle idee. Non credo serva allarmarsi a tal punto.
allora :il contatore geiger arrivato oggi ha mostrato su pezzi di mosa valori di allarme con medie di 0.50 0.65 micro sievert/h ..il fondo naturale registrato nell'ambiente è di 0.12 0.13 more or less...Io vi suggerirei di informarvi meglio come sto facendo io...Alla fine le radiazioni ionizzanti responsabili di questo scherzo sono isotopi dell'uranio..(il buon enotria aveva titolato il 238 nei campioni di khourigba)..sono capaci di produrre radiazioni ionizzanti...io nel dubbio li ho fatti sparire tutti dal salotto e messi in cantina dove ho scatole varie.. ::)

#7 fallenrain

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Inviato 19 giugno 2021 - 06:01

Visualizza MessaggioJack98, il 19 giugno 2021 - 09:36 , ha scritto:

Esatto, esempio calzante. È proprio quello che volevo dire. Ovviamente, collegandomi a quanto detto prima, più tempo passa più l'esposizione a tali radiazioni aumenta (temporalmente parlando) , e per i fossili dei fosfati che hanno diversi milioni di anni è normale che la radiazione sia maggiore che in fossili più recenti. Semplicemente intendevo che la quantità di radiazione (più o meno alta) non è tale da essere un rischio. Anche perché se così fosse, non credo darebbero anche solo il permesso di effettuare le attività di scavo e recupero. E questo varrebbe sia per i fosfati che per molti altri deposti sedimentari ( materiali in mezzo inclusi).

Visualizza MessaggioJack98, il 19 giugno 2021 - 09:36 , ha scritto:

Esatto, esempio calzante. È proprio quello che volevo dire. Ovviamente, collegandomi a quanto detto prima, più tempo passa più l'esposizione a tali radiazioni aumenta (temporalmente parlando) , e per i fossili dei fosfati che hanno diversi milioni di anni è normale che la radiazione sia maggiore che in fossili più recenti. Semplicemente intendevo che la quantità di radiazione (più o meno alta) non è tale da essere un rischio. Anche perché se così fosse, non credo darebbero anche solo il permesso di effettuare le attività di scavo e recupero. E questo varrebbe sia per i fosfati che per molti altri deposti sedimentari ( materiali in mezzo inclusi).
non è così cercate radioattività e fosfati e vi si aprirà un mondo...la radioattività di altri tipi di sedimenti è praticamente nulla in confronto a questa

#8 Marcosauro

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Inviato 19 giugno 2021 - 06:49

Si potrebbe misurare lo stesso fossile chiuso in un mobile, a una distanza di mezzo metro?

#9 Jack98

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Inviato 19 giugno 2021 - 10:43

Che la radioattività del fossile sia maggiore a quella di fondo è una cosa normale visto che il fossile assorbe e soprattutto accumula la radiazione. Un fossile sottoposto ad una radiazione di fondo come quella da te indicata la assorbe e continua ad accumulare nel corso del tempo, e di conseguenza ne contiene una quantità maggiore. Anche la presenza dell'isotopo U 238 è relativamente normale, essendo comune nei depositi di sedimenti più grossolani, in primis quelli sabbiosi. Che a Khouribga ( e non solo;ad esempio a Haute Moulouya-Ment, Wafaga, Sirwa (Zgounder), Benguérir,le miniere di Youssoufia del Marocco centrale) i livelli di radioattività siano un po'più alti del normale, è chiaramente accertato, ma anche la quantità da te indicata 0,5-0,6 microsievert/h, sebbene superiore alla norma e a quella di altri fossili non dovrebbe avere effetti negativi. Poi come ha detto Marco, misurerei per sicurezza la radiazione ad una certa distanza.
Personalmente non mi preoccuperei più di tanto, capisco però che il dubbio possa venire.

#10 fallenrain

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Inviato 4 settimane fa

Visualizza MessaggioJack98, il 19 giugno 2021 - 10:43 , ha scritto:

Che la radioattività del fossile sia maggiore a quella di fondo è una cosa normale visto che il fossile assorbe e soprattutto accumula la radiazione. Un fossile sottoposto ad una radiazione di fondo come quella da te indicata la assorbe e continua ad accumulare nel corso del tempo, e di conseguenza ne contiene una quantità maggiore. Anche la presenza dell'isotopo U 238 è relativamente normale, essendo comune nei depositi di sedimenti più grossolani, in primis quelli sabbiosi. Che a Khouribga ( e non solo;ad esempio a Haute Moulouya-Ment, Wafaga, Sirwa (Zgounder), Benguérir,le miniere di Youssoufia del Marocco centrale) i livelli di radioattività siano un po'più alti del normale, è chiaramente accertato, ma anche la quantità da te indicata 0,5-0,6 microsievert/h, sebbene superiore alla norma e a quella di altri fossili non dovrebbe avere effetti negativi. Poi come ha detto Marco, misurerei per sicurezza la radiazione ad una certa distanza.
Personalmente non mi preoccuperei più di tanto, capisco però che il dubbio possa venire.
io consiglio la lettura di qualche pubblicazione in merito..occhio che si parla della zona dei fosfati come il futuro per le risorse dell'industria nucleare ..io non la farei così leggera...In misurazione il resto degli altri miei fossili non ha dato nulla in confronto..Se uno avesse un pò di raziocinio comincerebbe a preoccuparsi e non minizzerebbe la cosa...Poi ripeto basta informarsi sulle quantità di radiazioni di fondo ambientali e assorbite in un anno per non sottovalutare la cosa..Quegli 0.6 uSv/sono all'ora..si parla cmq di isotopi in grado di emettere..basta farsi qualche calcolo rapido per ottenere il quantitativo di radiazioni possibilmente assorbito se si passa vicino dal nostro organismo...

#11 fallenrain

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Inviato 4 settimane fa

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 06:49 , ha scritto:

Si potrebbe misurare lo stesso fossile chiuso in un mobile, a una distanza di mezzo metro?

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 06:49 , ha scritto:

Si potrebbe misurare lo stesso fossile chiuso in un mobile, a una distanza di mezzo metro?

Visualizza MessaggioMarcosauro, il 19 giugno 2021 - 06:49 , ha scritto:

Si potrebbe misurare lo stesso fossile chiuso in un mobile, a una distanza di mezzo metro?
ti dico subito che a distanza di mezzo metro i valori calano..ma ti dico anche che per me le radiazioni viaggiano in maniera casuale in quanto in presenza dei pezzi incriminati in casa in salotto alcuni fossili avevano assunto valori strani in misurazione..spariti e rifatte le misurazioni tutto era tornato nel rumore di fondo naturale..Il pericolo maggiore per me resta starci vicino e lavorarci ...però io nel dubbio non conoscendo benissimo il comportamento degli isotopi dell'uranio in un sedimento di quel genere molto ricco li ho fatti sparire sotto...cmq ho fatto un grande sforzo perchè avevo pezzi belli non cavolatine come qualche dente di mosa...

#12 glu

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Inviato 4 settimane fa

La radioattività dei fosfati è molto superiore a tante altre rocce, sì è vero. Ma il rischio per la tua salute è vicino allo zero se tu ci stai vicino quindi puoi tranquillamente tenerlo in vetrina. Diverso è se inali o ingerisci grosse quantità (si tratta quasi unicamente di radiazione alfa, le gamma sono praticamente assenti), ma a meno che tu non lavori in quelle miniere direi che non corri rischi. Oltretutto lo spettro di assorbimento non è quello dell'acqua, quindi non ci dovrebbero essere problemi.
Non per metterti ansia ma ci sono rocce molto molto più radioattive (depositi miocenici della Bosnia con le classiche salamandrette, precambriano russo...)
Preoccupati se lavori in uno scantinato di areare bene, perchè il Radon è invece un rischio molto più concreto

#13 Jack98

Jack98

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Inviato 4 settimane fa

Esattamente quello che intendevo, la quantità di radiazione è certamente superiore ma non dannosa. Visto che è stato tirato in ballo Enotria, lui stesso scrivendo sia qui sul forum che su altri siti, si era preoccupato in merito ai lavoratori che estraggono fossili nelle miniere dove la radiazione è molto più elevata, ma non per i fossili in vetrina. Detto questo, ho letto diverse pubblicazioni ed ho studiato e continuo a studiare gli isotopi, uranio compreso, già da un bel po' visto che questo argomento è un argomento tanto importante sia in paleontologia che archeologia, materie nelle quali mi sto specializzando, quindi non parlo tanto per, né certamente sto agendo senza raziocinio e neanche sottovalutando il problema, perché esso c'è, semplicemente credo che non dovrebbero esserci problemi di sorta.




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