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Un super asteroide fa scattare nel mondo l’allerta anti nucleare


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Inviato 02 novembre 2009 - 08:20

Indonesia, impatto pari a tre bombe atomiche

MILANO — Gli specialisti del Pentagono e della Nasa hanno sciolto, con una con clusione da brivido, il miste ro per quanto è accaduto l’8 ottobre nel cielo dell’Indone sia. Erano le 11 del mattino quando un tuono poderoso faceva tremare le pareti delle case della città di Bone lungo la costa e la gente correva in strada pensando al terremo to. Ma guardando in cielo as sistevano a una pioggia di polveri e a nuvole di vapore che la tv indonesiana ripren deva mostrando l’enigmati co fatto e diffondendo la pau ra.
Una preoccupazione mag giore assaliva i sorveglianti del Pentagono che nei conti nenti gestiscono l’Internatio nal Monitoring System, cioè quella catena di stazioni che con sistemi a infrasuoni regi strano eventuali esplosioni nucleari sul pianeta o nell’at mosfera. Così la Comprehen sive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation controlla il ri spetto degli accordi sul ban do dei test nucleari. Anche a 18 mila chilometri di distanza da Bone gli appa rati mostravano che qualco sa di grave e violento era ac caduto nell’atmosfera. Gli specialisti dell’US Air Force e di alcune università che lavo rano per la Nasa riuscivano dalle registrazioni a risalire alla causa dell’evento.

Un asteroide di dieci metri di diametro era caduto nel l’atmosfera alla velocità di venti chilometri al secondo. Sbriciolandosi nell’impatto soprattutto a un’altezza tra i dieci e i venti chilometri sca tenava un’energia di 50 kton (equivalente a cinquantamila tonnellate di tritolo), vale a dire una potenza oltre tre vol te superiore alla bomba ato mica di Hiroshima, che era di quindici kton. Per fortuna la natura del bolide cosmico e la sua taglia consentivano la disintegrazione e la dissipa­zione in cielo dell’energia senza provocare danni al suo lo se non un’onda d’urto che ha fatto temere il peggio. Ora è tutto chiaro, ma quanto è successo ha aumen tato l’inquietudine per un’eventualità fino a epoche recenti nemmeno considera ta. Statisticamente corpi di ta glia simile cadono una volta ogni dieci anni. Ma il guaio è che non si riesce ad accorger sene come in Indonesia per ché gli strumenti disponibili non li «vedono».

«Al di sotto dei cento me tri — dice Tim Spahr, diretto re del Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts, Usa) sovrintendente a questo mondo dei pianetini — ne ab biamo registrati ben pochi. Ma non certo di dieci metri. Per scoprirne anche di più grandi intorno ai venti metri occorrono telescopi più po tenti e costosi». Il pericolo esiste, infatti, a partire da questa taglia perché sarebbe in grado di provocare disa stri in superficie. Quello ca duto a Tunguska nel 1908 aveva un diametro di cin quanta metri e distrusse la fo resta per duemila chilometri quadrati. Oggi esiste una rete di sor veglianza, ma è ancora trop po ridotta. Il Congresso ame ricano ha chiesto alla Casa Bianca di elaborare una stra tegia precisa entro l’ottobre 2010 tenendo conto delle in dicazioni che entro l’anno ela borerà il National Research Council.

Intanto la scorsa settimana al congresso della Società ge ologica americana, Sankar Chatterjee, dell’Università del Texas, ha presentato i ri sultati di un’indagine che cambia lo scenario all’origine della scomparsa dei dinosau ri. Chatterje ha dimostrato che l’asteroide o cometa di quaranta chilometri, arrivato sessantacinque milioni di an ni fa, cadde non nella Peniso la dello Yukatan, ma in India, nel bacino di Shiva. L’impat to creò uno strato di polvere che avvolse l’intero pianeta sconvolgendo il clima.

http://www.corriere....44f02aabc.shtml




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