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C'e' acqua sulla Luna


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1 risposta a questa discussione

#1 Ebo

Ebo

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Inviato 13 novembre 2009 - 11:42

Interessante ma da aprofondire altrove.

Tratto da : http://www.repubblic...html?ref=hpspr1


C'E' acqua sulla Luna. O meglio, sotto. Lo ha rivelato oggi la Nasa rendendo note le prime risultanze dell'impatto del razzo Centaur sulla superficie lunare lo scorso 9 ottobre. "La storia che la Luna sia un posto arido e desolato non regge più", dichiara l'agenzia in un comunicato. "Stiamo svelando segreti che sono rimasti nascosti per miliardi di anni".

L'entusiasmo della Nasa si fonda sui dati trasmessi dal Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (Lcross). Il mese scorso, il satellite ha lanciato Centaur come un proiettile contro il cratere Cabeus, nella zona perennemente in ombra della Luna. Il team di Lcross ha poi osservato i getti prodotti dalla collisione. I dati degli spettrometri, strumenti che esaminano la luce emessa o assorbita da un materiale per capirne la composizione, non lasciano dubbi: "Numerose prove ci dicono che l'acqua è presente nei getti creati dall'impatto", spiega Anthony Colaprete, scienziato coinvolto nel progetto Lcross. "Ci vorranno ulteriori analisi, ma possiamo dire con sicurezza che Cabeus contiene acqua".

La comunità scientifica si è interrogata a lungo sulla presenza di acqua sulla Luna. Si riteneva che le grandi quantità di idrogeno osservate ai poli del nostro satellite potessero esserne un indizio. Ora, le osservazioni di Lcross, secondo la Nasa, indicano che l'acqua potrebbe essere diffusa in quantità molto maggiore rispetto a quanto si sospettasse finora. L'acqua sulla Luna sarebbe una risorsa di valore inestimabile per il futuro dell'esplorazione spaziale. Inoltre, proprio come i campioni prelevati dai ghiacciai artici contengono indizi sul passato remoto della Terra, l'analisi dei materiali nascosti nelle zone perennemente in ombra della Luna possono raccontare i segreti dell'evoluzione dell'intero sistema solare.

Il satellite Lcross è stato lanciato il 18 giugno 2009, insieme al Lunar Reconnaissance Orbiter. Dopo aver orbitato per 113 giorni e quasi 9 milioni di chilometri, il satellite ha sparato il razzo Centaur contro la superficie lunare. Il satellite ha raccolto quattro minuti di dati sugli effetti dell'impatto prima di schiantarsi esso stesso sulla Luna. "L'analisi completa dei dati richiederà del tempo", spiega ancora Colaprete. "Oltre all'acqua, stiamo trovando indizi di altre sostanze interessanti. Le regioni in ombra della Luna sono come trappole fredde, che raccolgono e conservano il materiale per miliardi di anni".

#2 Ebo

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Inviato 18 novembre 2009 - 10:47

Da la Stampa,
(qui l'argomento è stato un po più approfondito): http://www.lastampa....zione=&sezione=

PIERO BIANUCCI
La telenovela dell’acqua sulla Luna ha trovato il suo lieto fine: l’acqua c’è davvero, e questa volta la Nasa ha la prova provata. La missione Lcross, che il 9 ottobre aveva lanciato nel cratere Cabaeus A un “proiettile” dal peso che si avvicina alla tonnellata ha sollevato una nube di polveri e gas nella quale la navicella rimasta in orbita lunare è riuscita a trovare la “firma” spettroscopica dell’acqua. Per il calore sviluppato dall’impatto, più di cento litri di acqua si sono trasformati istantaneamente da ghiaccio in vapore.

Molti alla Nasa tirano un sospiro di sollievo. Ora sarà più facile, si spera, convincere il presidente Barak Obama a investire miliardi di dollari nel programma di ritorno sulla Luna per stabilirvi una base e poi spiccare il volo verso Marte. La tv e i giornali italiani hanno salutato trionfalmente l'esito della missione, naturalmente infilando nei loro resoconti anche imprecisioni e fantasie poco scientifiche. Come al solito, nella ricerca astronomica le cose sono meno trionfali e più problematiche. E dopo questa serie della telenovela, potrebbe inizarne un'altra...

L’origine dell’acqua lunare osservata può essere di tre tipi: acqua originaria della Luna (improbabile), acqua generata dall’azione del vento solare (possibile, ma solo in piccole quantità), acqua portata dalla caduta di comete e rimasta sul fondo del cratere Cabaeus A in quanto lì non arrivano mai i raggi del Sole (ipotesi più probabile, tenendo conto della notevole quantità di acqua osservata). Infatti “E’ molto più che un po’ di umidità!”, ha scherzato Peter Schulz, professore di geologia alla Brown University impegnato nella missione della Nasa.

Il proiettile costituito da "Centaur", l'ultimo stadio del razzo della Nasa, aveva una massa di 891 chilogrammi e nell’impatto ha formato un cratere di 14 metri e profondo due, sollevando detriti fino a un chilometro e mezzo di altezza e liberando una quantità di energia che, secondo il colorito paragone della Nasa, equivaleva a quella di 100 milioni di lampadine da 60 Watt (fate voi i conti...). La sonda Lro, che rimanendo in orbita ha raccolto i dati sulla nube di polveri e gas, era stata lanciata il 18 giugno da Cape Canaveral. In luglio aveva già fotografato tutti i luoghi di atterraggio delle missioni Apollo.

Il “lieto fine” è tanto più sorprendente se si ricorda che subito dopo l’impatto sembrava che ci fossero poche speranze di ottenere risultati scientificamente utili. Facciamo un passo indietro per vedere come sono andate le cose.

Puntuale, alle 13,31 del 9 ottobre la sonda kamikaze della Nasa si è schiantata nella zona in ombra del cratere lunare Cabeus A, vicino al polo Sud del nostro satellite. Doveva trovare la prova definitiva dell’esistenza di acqua sulla Luna ma l’effetto del bombardamento fu assai inferiore al previsto e i risultati apparvero all’inizio piuttosto contraddittori. L’impatto del terzo stadio “Centaur” del razzo Atlas V, avvenuto alla velocità di novemila chilometri orari, ha sollevato una nube di qualche decina di tonnellate di polveri a poco più di un chilometro (si erano ipotizzate 300 tonnellate a 200 km), formando un cratere assai più piccolo del previsto, forse per la durezza del suolo lunare congelato a oltre 160 gradi centigradi sotto zero. Il “proiettile” era lo stadio vuoto del razzo che ha portato in orbita lunare la sonda LCROSS. Entrambi facevano parte della navicella lanciata il 28 giugno scorso “Lunar Reconnaissance Orbiter” (LRO), che tra i suoi meriti ha già quello di aver fotografato i luoghi di atterraggio delle missioni Apollo mostrandone i resti lasciati dagli astronauti tra il 1969 e il 1972. La nube e i gas generati nell’impatto del razzo sono stati esaminati spettroscopicamente quattro minuti dopo dalla navicella che era ancora in orbita ma si è abbattuta sulla Luna subito dopo la caduta del razzo per potersi immergere nella nube di detriti da esaminare. Obiettivo principale, come abbiamo già detto, era verificare se ci fossero molecole di acqua dovute alla vaporizzazione di ghiaccio presumibilmente presente sul fondo del cratere Cabeus A. Qui il Sole non arriva mai, e quindi eventuali residui di acqua portata da antiche comete dovrebbero essere ben conservati sotto forma di permafrost. La sequenza dell’esperimento è perfettamente riuscita ma per sapere se l’acqua era stata davvero trovata è stato necessario attendere l’esame accurato dei dati, che in quanto la “firma” dell’acqua non è sembrata all’inizio così chiara come ci si aspettava. Si è osservato del sodio, alcuni telescopi a terra (i Keck alle isole Hawaii e il Gemini Nord) avrebbero rilevato molcole di acqua, altri, e tra questi il telescopio spaziale “Hubble” non hanno osservato acqua o non hanno visto neppure la nube di detriti.

La Nasa ha dedicato questa navicella a Walter Concrite, il giornalista che negli Anni 60 curò le telecronache degli sbarchi sulla Luna per una tv americana. Finalmente dopo un mese di dubbi, se fosse stato ancora tra noi, Concrite avrebbe avuto una buona notizia da dare ai suoi fedeli telespettatori. Ma in questo caso forse l'avrebbe data con meno enfasi.




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