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Ammoniti condannati all’estinzione dalla loro dieta rigorosa


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11 risposte a questa discussione

#1 niccosan

niccosan

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Inviato 10 gennaio 2011 - 10:36

Anche se il nome non vi dice nulla, la caratteristica conchiglia fossile degli ammoniti, che si trova un po’ ovunque nel mondo, ci è sicuramente più familiare. Il motivo della loro vasta presenza nelle rocce e nei musei è che gli ammoniti erano dei molluschi comunissimi nei mari a partire da 400 milioni di anni fa fino al cretaceo, l’era dei grandi dinosauri. Poi, improvvisamente, questi comunissimi molluschi – che riuscivano a raggiungere la spaventosa dimensione di due metri – sono scomparsi, estinti senza lasciare discendenti noti, tra l’altro condividendo le sorti dei dinosauri. Oggi, forse, i ricercatori hanno scoperto il motivo di della loro estinzione, la loro “stringente” dieta.

Si è scoperto solo oggi, infatti, cosa mangiavano questi “calamari col guscio”, e precisamente il plancton. Questa esclusività li avrebbe però anche condannati all’estinzione. Se è così, la loro scomparsa potrebbe aver creato le condizioni affinché un animale che si ciba di plancton si potesse evolvere e diffondere in tutti i mari del mondo, la balena.

Gli ammoniti assomigliavano ai calamari ma con conchiglie, spesso avvolte a spirale come le corna di un ariete. Sono apparsi 400 milioni di anni fa e sono sopravvissuti per più di 300 milioni di anni, finché non furono spazzati via nello stesso momento in cui anche i dinosauri scomparvero.

Anche se erano estremamente comuni, la loro dieta ci è sempre sfuggita perché i normali metodi per studiare i fossili non riuscivano a cogliere i dettagli così piccoli e evanescenti del plancton fossile.

Isabelle Kruta del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, in Francia, e colleghi hanno deciso di cambiare il metodo di analisi, e hanno adottato una tecnica di imaging chiamata microtomografia di sincrotrone a raggi X. Ciò ha permesso loro di creare immagini tridimensionali dettagliate delle ganasce di tre esemplari di ammonite chiamati Baculiti, che sono vissuti circa 76 milioni di anni fa. La baculite apparteneva al gruppo aptychophoran, il più grande gruppo di ammoniti.

La mascella superiore dei baculiti era era la metà della dimensione della sua mascella inferiore, e la parte anteriore era smussata. Il che è completamente diverso da calamari e polpi moderni, che hanno un becco tagliente.

Kruta dice che le baculiti mangiavano solo plancton, animali di pochi millimetri di lunghezza che avrebbero potuto raccogliere tra le fauci. Essi hanno trovato il guscio di una larva di lumaca e tre frammenti di crostacei dentro le fauci delle baculiti analizzate.

La popolazione  di plancton ha subito una brusca discesa 65 milioni di anni fa, quindi se le ammoniti facevano affidamento solo su questo tipo di cibo, con la crisi del plancton sono rimaste senza cibo e non hanno avuto il tempo di adattarsi geneticamente al cambiamento repentino. “Quando sei specializzato sei molto sensibile a queste cose”, dice Kruta.

Lo studio di Kruta della mandibola di questi animali fossili è un “mirabile esempio di lavoro investigativo paleontologico”, dice Royal Mapes dell’Ohio University di Athens (USA). “Abbiamo speculato sulla loro dieta per lungo tempo, ma questa è decisamente la prova schiacciante”, ha detto.

Ma alcuni scienziati avanzano dubbi che i risultati si possano applicare necessariamente ad altri ammoniti. In effetti, le baculiti erano abbastanza diverse dalle altre ammoniti, uno dei pochi ammoniti a guscio diritto invece che ricurvo.

Ci sono altre teorie, naturalmente, per la loro scomparsa. Come ad esempio che i giovani esemplari, che vivevano vicino alla superficie, sono stati spazzati via dalle dure condizioni ambientali e che gli esemplari rimasti in profondità sono stati “tagliati fuori” dal nuovo clima che ha imperversato per centinaia di anni dopo l’impatto col meteorite.

Un’altra ipotesi per l’estinzione degli ammoniti, non confermata da alcun dato scientifico però, è che essi lasciavano le uova alla fine della loro vita tutte insieme e in superficie, cosa che ha decretato la loro fine. Altre specie con guscio, come i nautilus, che depongono le uova molte volte durante la loro vita, si sarebbero salvate per questo.

In ogni casi, questa è la prima prova diretta e inconfutabile che almeno una specie di ammoniti si cibava di plancton, che è effettivamente crollato durante la crisi climatica del Cretaceo, che ha portato all’estinzione di circa il 76% di tutte le specie viventi.

http://gaianews.it/s...igorosa/id=6489

#2 Mitra zonata

Mitra zonata

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Inviato 23 giugno 2011 - 08:04

Salve sono nuovo di questo forum. Ho scelto Mitra zonata come nick dato che la malacologia è sempre stata la mia passione.
Da qualche anno a questa parte, (circa 30) mi sono appassionato ai fossili e in particolar modo alle ammoniti.
Girando come un ossesso tra le mille cose interessanti di questo forum, mi sono imbattuto in questo articolo postato da niccosan. Ecco qui, finalmente trovo argomenti (ce ne sono molti) che vanno oltre lo sterile collezionismo. Approfondendo l'argomento vorrei aggiungere (se mi è consentito) anche un video dove si è ricostruito l'apparato boccale (chiaramente al computer) di queste stupende creature.
Spero sia di gradimento all'intera comunità, buona visione.

http://ilpollicedelp...e-scientifiche/

#3 antonio.ef

antonio.ef

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Inviato 23 giugno 2011 - 09:07

Ciao,

benvenuto tra noi.
Troverai dei veri esperti, sia per passione sie per studio e professione.
A presto.

#4 antonio.ef

antonio.ef

    Medusa

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Inviato 23 giugno 2011 - 09:14

Citazione

Un’altra ipotesi per l’estinzione degli ammoniti, non confermata da alcun dato scientifico però, è che essi lasciavano le uova alla fine della loro vita tutte insieme e in superficie, cosa che ha decretato la loro fine. Altre specie con guscio, come i nautilus, che depongono le uova molte volte durante la loro vita, si sarebbero salvate per questo.

A tal proposito: mi sembra che questa ipotesi sia un pò azzardata...
Non mi spiego, se fosse così, perchè alcune ammoniti dovevano raggiungere la dimensione anche di due metri di diametro prima di "sparare" uova in giro (senza contare dimensioni di tutto rispetto che mediamente assumevano certi esemplari..vedi arietites per esempio...).
Credo che per assumere tali dimensioni ci volessero diversi anni.
Poco probabile che si riproducessero solo una volta.
Anche perchè in 300 milioni di anni, così facendo, avrebbero corso il rischio di estinguersi molte molte volte.
Mi limito a parlare di specie che avevano un tasso di crescita abbastanza veloce, presumibilmente.
Ma esistevano senz'altro specie con tassi di crescita molto più lenti, che non raggiungevano dimensioni giganti ma con età avanzate.

#5 niccosan

niccosan

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Inviato 23 giugno 2011 - 11:07

dove abbiano tirato fuori la teoria della riproduzione unica nella vita??? non lo sò
e mi sembra anche a me un azzardo
tutti i cefalopodi sono prolifici a quantità incredibile per tutta la loro vita
e se le ammoniti sono cefalopodi
dubito che rilasciavano uova una sola volta  ??? ??? ??? ???
mahhh

comunque molto interessante il loro mondo
ed il collegamento crisi biotica dell'oceano e la scomparsa

discutiamone..

#6 niccosan

niccosan

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Inviato 23 giugno 2011 - 11:13

ah benvenuto mitra zonata  :)

#7 raf

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    Spugna

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Inviato 23 giugno 2011 - 11:16

Mah, data la mia formazione io ragiono in termini ecologici: le ammoniti hanno sempre occupato per centinaia di milioni di anni le nicchie ecologiche che ora sono dei pesci, probabilmente mano a mano che passavano le ere hanno sempre sofferto di più la competizione coi pesci che proprio verso la fine del mesozoico hanno raggiunto la laoro radiazione adattativa massima , poi i cambiamenti ambientali alla fine del cretaceo hanno dato loro il colpo finale

#8 niccosan

niccosan

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Inviato 23 giugno 2011 - 11:19

Citazione

Mah, data la mia formazione io ragiono in termini ecologici: le ammoniti hanno sempre occupato per centinaia di milioni di anni le nicchie ecologiche che ora sono dei pesci, probabilmente mano a mano che passavano le ere hanno sempre sofferto di più la competizione coi pesci che proprio verso la fine del mesozoico hanno raggiunto la laoro radiazione adattativa massima , poi i cambiamenti ambientali alla fine del cretaceo hanno dato loro il colpo finale

ma il crollo non c'è stato anche per i pesci alla fine del cretaceo
avevo letto un'estinzione intorno al 50% dei vertebrati marini...o sbaglio

#9 raf

raf

    Spugna

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Inviato 23 giugno 2011 - 11:27

Guarda onestamente non so in che misura il  crollo riguardasse pure i pesci, qualche utente più ferrato magari ce lo puo dire, io volevo sottolineare come prima  dell'estinzione di massa del Cretaceo la competizione coi pesci abbia potuto contribuire significativamente alla diminuzione del numero di specie di ammoniti che se non erro nel cretaceo non erano più così abbondanti (come n° di specie) come nei periodi precedenti

#10 antonio.ef

antonio.ef

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Inviato 24 giugno 2011 - 12:34

Non ho idea nemmeno io se ci sia stata una flessione pesante nella popolazione dei pesci.
Ho letto qualcosa in proposito e si affermava che è stato così pure per loro, ma non so quanto di scientifico ci fosse, non ricordo la fonte ma forse la rintraccio.
Però, anche ammesso, si sono ripresi in fretta e ciò comporta che il cibo tutto sommato non mancasse. Nonostante i disastri ambientali sospettati.
Credo che le cause siano state proprio tante e diverse.
Ragionavo su una cosa che ho sotto gli occhi tutti i giorni, ossia un piccolo acquario di mio figlio (ma ne avevo uno bello grande tempo fa per cui più stabile come condizioni ambientali).
Non ho potuto fare a meno di notare come pesci di specie diversa che abitano acque similari in termini di fattori quali ph, metalli pesanti, nitriti, ossigeno, ecc... vivano tutti tranquillamente fintanto che i valori sballano.
Soprattutto come alcune specie siano sensibilissime a variazioni contenute mentre altre "tengono duro" anche a variazioni pesanti.
Certi pesci e crostacei non riescono a riprodursi se per esempio non ci sono condizioni di ph particolari.
Forse fattori ambientali che non riusciamo a stabilire hanno mandato in crisi alcune specie, mentre altre più adattabili sono andate avanti.
Anche come allevatore di uccellini ho pensato ad alcuni particolari.
Penso per esempio ad uccelli delle foreste tropicali: in crisi la foresta...in crisi anche loro. Non hanno chance.
Ma che dire delle cornacchie, dei corvi, gazze, merli, come pure dei gabbiani?
Sanno approfittare e adattarsi, davanti a molte situazioni.
Con la crisi dei loro habitat (ma non solo per questo, anche solo per "comodità") si sono introdotti in habitat ben diversi e ne hanno tratto profitto, mentre altre specie sono crollate.
Può essere successo lo stesso a certi animali marini del passato.
E sono pure convinto che la crisi degli animali marini abbia distrutto anche molti di quelli terrestri che dipendevano da loro per via diretta o indiretta.
Immaginate un crollo vertiginoso della fauna marina, fluviale e acquatica in generale: quanti animali terrestri scomparirebbero?
So che sono congetture, non sono uno scienziato e non ho i mezzi e gli studi per confermare queste cose.
Potrei essere smentito mille volte.
Mi limito a guardare il mondo circostante perchè credo che i meccanismi di estinzione e successo, di sopravvivenza o di morte siano medesimi sempre.

#11 raf

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Inviato 24 giugno 2011 - 09:06

ciò che hai scritto lo quoto in pieno, essendo anche acquariofilo da anni confermo quello che hai scritto  quando in un acquario cambiano repentinamente i parametri fisici e chimici , io volevo sottolineare come  a quel tempo i pesci si siano rivelati più "adattabili" rispetto alle ammoniti e quindi entrando in competizione con loro per le stesse risorse si siano rivelati avvantaggiati conducendole a un lento declino, un po' come è successo  secondo alcuni studiosi per gli ittiosauri estintisi ben prima della fine del cretaceo si suppone per la competizione con gli squali diventati sempre più efficienti come predatori

#12 Mitra zonata

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Inviato 25 giugno 2011 - 09:48

Sono contento di aver riaperto una discussione di così notevole importanza.
Premetto ch non sono uno scienziato e tantomeno un ricercatore. Sto cercando di capire quali siano state le effettive ragioni concomitanti di un effetto così catastrofico. Ricordiamoci che questa è solo stata una piccola estinzione.
E' esistito un fattore scatenante da cui è partito il processo di estinzione di massa oppure i tempi erano già maturi per un collasso dovuto in un certo senso a sovrapopolamento o simili?
I ricercatori sono sempre alla ricerca di nuove risposte o di approfondimento di quelle già esistenti.
Sono convinto che ogni evento è chiaramente correlato all'altro, e scatenante di altri.
La teoria dei "se" ci permette di azzardare spesso molte teorie.
Sarebbe interessante "provarle". Alle dichiarazioni di certi pseudoscienziati in cerca di finanziamenti sarà necessario essere molto oculati. (Non intendo essere polemico in alcun modo).
Nel frattempo sono alla ricerca cercando di evitare blog che fanno copia e incolla e spesso s'inventano molte (permettelo) boiate.
Intanto appiccico un link abbastanza interessante

http://assets.cambri...242_excerpt.pdf

Spero di condivere con la comunità questo spirito di sete di conoscenza, il confronto porta alla comprensione

buona lettura a tutti




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