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Il Conus striatulus è ancora presente nel Mediterraneo

Conus striatulus

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6 risposte a questa discussione

#1 Ale

Ale

    Molecola Organica

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:06

Nel febbraio 2012 ho visto la fotografia di un “Conus mediterraneus” inserita in un forum nel 2009.
Lasciandomi guidare dalla comune convinzione che nel mar Mediterraneo esista una sola specie di Conus, il Conus mediterraneus, con una grandissima variabilità, l’avevo inizialmente confrontato con il Conus mediterraneus var. rubens (Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, 1882), ma osservandolo con maggiore attenzione, ho notato le numerose differenze che consentono di distinguere quest’ultimo, e in generale il Conus mediterraneus, dal Conus inserito nel forum.
Mi sono così accorto che, per quanto possa sembrare strano, questo Conus recente assomiglia in modo impressionante ad un Conus considerato estinto, sebbene presente ancora nel Pleistocene: il Conus striatulus (Brocchi,1814).
Questo ritrovamento non dovrebbe tuttavia apparire così sorprendente, infatti già Bellardi e Michelotti avevavo espresso la loro meraviglia per il mancato ritrovamento di questa specie tra quelle viventi nel Mediterraneo, data la frequenza dei ritrovamenti negli strati subappenini.

Successivamente ho riesaminato un Conus della mia collezione, proveniente dalla Grecia, che presenta una colorazione molto simile a quella del Conus del forum, e l'ho confrontanto con esemplari di Conus striatulus var. taurinensis della Toscana, e con il Conus striatulus var. taurinensis descritto nel 1849 da Luigi Bellardi e Giovanni Michelotti.


Il Conus striatulus è stato descritto da Brocchi nel 1814.
Nel 1826, Bonelli riporta l’indicazione di un Conus emmanuelis, senza tuttavia fornirne né una descrizione né un disegno.
Nel 1849, Bellardi e Michelotti rinominano questo Conus come Conus striatulus var. taurinensis, poiché, nonostante potessero sembrare molto sensibili le differenze del Conus taurinensis con i Conus striatulus descritti dal Brocchi, in una serie di esemplari scorsero un passaggio di caratteristiche dal Conus taurinensis al Conus striatulus.

Successivamente Sacco, nel 1893, si riferisce a questo Conus semplicemente come Conus taurinensis, e la descrive come una specie assai mutevole, tanto che difficilmente se ne trovano due uguali.

Grazie alle immagini di seguito riportate, si possono verificare le notevoli somiglianze del Conus recente rinvenuto in Grecia [AZRC N. 547-35] con i Conus striatulus var. taurinensis fossili descritti da Bellardi e Michelotti, tanto che mi sento di poter considerare questo Conus recente come un Conus striatulus var. taurinensis.


Conus fossile:

Conus striatulus var. taurinensis - mm. 25,1 x 13,0

Palaia – Montopoli loc. Chiecinella (Toscana)  - Pliocene

[AZFC N. 197-02]


Conus recente:

Conus striatulus var, taurinensis mm. 26,2 x 14,3

Ormos Panagios (Grecia) – 1982

[AZRC N. 547-35]

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#2 Ale

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:13

Nonostante gli esemplari fossili siano abbastanza rovinati dal tempo, nelle immagini si può notare l’estrema somiglianza delle due spire, della concavità delle spire su ciascun giro, della sutura e della rampe in prossimità della sutura stessa.

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#3 Ale

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:16

L’aspetto della columella, delle linee di crescita immediatamente sopra la columella e della scultura alla base, anche se poco visibile nell’esemplare recente, è praticamente identico.

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#4 Ale

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:18

Anche l’aspetto della scultura alla base è identica.

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#5 Ale

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:38

Le due immagini mostrano linee discontinue di colore arancio scuro, la cui spaziatura è simile, formate da tratti allungati ed allineati.

#6 Ale

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:40

Le due immagini mostrano linee discontinue di colore arancio scuro, la cui spaziatura è simile, formate da tratti allungati ed allineati.

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#7 Ale

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Inviato 25 giugno 2013 - 09:43

Dal confronto è possibile notare la somiglianza delle linee di accrescimento presenti sulle spire e la presenza in entrambi gli esemplari di linee spirali appena visibili sulla superficie delle spire. Si può inoltre notare come le linee di accrescimento cambino aspetto, da meno arcuate a più arcuate lungo lo sviluppo dell’ultima spira, in maniera analoga in entrambi i Conus. Il numero delle spire è identico, come sono identici l’aspetto e l’aumento in larghezza delle spire, passando da un giro al successivo.

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