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Paleontologia, studio: “I mammut si estinsero per i cambiamenti climatici”

Mammuth estinzione

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Inviato 17 settembre 2013 - 02:13

Secondo uno studio svedese i possenti mammut si estinsero per le temperature elevate e non a causa dell'uomo

LONDRA – Tra le più affascinanti creature del passato i mammut (gen. Mammuthus), alla stregua dei dinosauri, hanno sempre riscosso notevole interesse negli ambienti accademici e tra il grande pubblico, anche per l'alone di mistero che circonda la loro scomparsa dalla Terra. Per quanto concerne l'estinzione di questi imponenti mammiferi, imparentati con i moderni elefanti ed in particolar modo con l'elefante indiano (Elephas maximus indicus), nel corso degli anni sono state avanzate diverse ipotesi, tuttavia quella predominante gettava sul banco degli imputati il fattore antropico: i nostri antenati, abili cacciatori, sarebbero stati i principali sterminatori di questi animali, vissuti dal Pliocene (4,8 milioni di anni fa) sino all'estinzione nel Pleistocene, circa 10 mila anni fa, sebbene alcune specie vissero fino a 3.500 anni fa. Un nuovo ed importante studio condotto da ricercatori del Museo di storia naturale di Stoccolma (Svezia), tuttavia, sembra scagionare la nostra specie ed accusa invece i cambiamenti climatici interglaciali, ovvero il sensibile innalzamento delle temperature avvenuto prima e dopo l'ultima era glaciale. Secondo il team di ricerca, coordinato dalla dottoressa Veronica Nystrom, questi animali avrebbero conosciuto due periodi di profonda crisi demografica, con la seconda risultata decisiva per l'estinzione. La prima sarebbe avvenuta circa 120 mila anni fa e, a causa delle temperature più alte, non solo i mammut non seppero acclimatarsi, ma ebbero grande difficoltà a reperire le piante di cui si nutrivano principalmente. Superata la fase di crisi, durante le glaciazioni i mammut ripristinarono il loro numero originario, ciò nonostante alla seconda e ben più profonda variazione climatica, essi non sopravvissero. Non tutti i mammut, come l'iconico mammut lanoso (Mammuthus primigenius), si estinsero nel tardo Pleistocene, ma alcuni sopravvissero persino fino al 1.500 Avanti Cristo, ovvero i mammut nani dell'isola di Wrangel. I ricercatori svedesi hanno formulato questa nuova teoria studiando i reperti fossili di circa un centinaio di esemplari recuperati in varie parti del mondo e, grazie ad accurate analisi del DNA, sono riusciti a ricostruire l'albero genealogico e le fluttuazioni demografiche di questi animali lungo un corso di 200 mila anni. Sebbene l'uomo abbia cacciato i mammut, secondo gli studiosi, esso non poté farli estinguere poiché nelle regioni più fredde dove essi erano particolarmente diffusi gli uomini non potevano sopravvivere, tanto meno darsi alla faticosa caccia contro animali che potevano raggiungere le 12 tonnellate di peso ed i 5 metri di altezza al garrese. I mammut sono sopravvissuti anche nel nostro paese e sono stati ritrovati diversi reperti fossili, come quello recentemente recuperato ad Ellera di Corciano, in provincia di Perugia. Questi animali, infine, potrebbero essere riportati in vita grazie alla clonazione ed alla vicinanza genetica con gli elefanti indiani: in Siberia ed in Canada esistono già progetti per parchi a tema, in attesa che ricercatori russi e giapponesi, che lavoro al DNA di questi animali sin dalla fine degli anni '90, riescano a realizzare una procedura efficace. I dettagli dello studio svedese sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica britannica Proceedings of the Royal Society.

http://www.net1news....climatici”.html





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