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La fotografia in luce ultra violetta


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12 risposte a questa discussione

#1 Enotria

Enotria

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Inviato 10 giugno 2015 - 11:08

La fotografia in luce ultra violetta


La luce ultravioletta possiede diverse caratteristiche che la rendono interessante in diversi campi per le modificazioni che è in grado di creare a carico di alcune sostanze, a lei particolarmente sensibili e recettive.
Pur essendo ai limiti della visibilità per il nostro occhio, è spesso utilizzata nella mineralogia, dove è indispensabile per distinguere rapidamente alcuni minerali da altri, sfruttando il principio della fluorescenza indotta.
Molto utilizzata anche nel campo delle ricerche sui crimini, in quanto già da sola o in unione con particolari foto stimolatori, è in grado di evidenziare tracce sia pur minime di sangue o di altre sostanze utili per le indagini.
Nella paleontologia diventa un mezzo per individuare rotture o aggiunte ai fossili, confermando o meno la loro autenticità e la loro integrità.
Ma è inutile continuare, le utilizzazioni sono tantissime, piuttosto vediamo come possiamo utilizzarla nel migliore dei modi.

Cominciamo allora con la sua produzione, in che modo possiamo ottenerla e come la dobbiamo gestire.

Non esiste una sola luce UV, in realtà parliamo di una larga fetta di spettro luminoso, in cui le caratteristiche divengono più o meno accentuate, in funzione della loro lunghezza d’onda.
Le UV più utilizzate ed  ormai standardizzate sono quelle a 365 nm (nanometri) che sono le più comuni e quelle a 264 nm, dalle caratteristiche ancora più interessanti.

Vediamo le principali sorgenti che io utilizzo nelle mie prove:

Allega file  1.JPG   90,55K   2 Numero di downloads


- La n. 1 è una delle più semplici da trovare, costa abbastanza poco ed è piuttosto potente: è una lampada ad UV 365 nm, utilizzata in elettronica per modificare lo stato di alcuni componenti elettronici.
- La n. 2 è la classica lampada per mineralogia, in grado di emettere potenti radiazioni UV a 365 nm oppure a 264 nm, per facilitare il riconoscimento della maggior parte dei minerali sensibili.
- La n. 3 è una simpaticissima ricarica mono pila per cellulari, a cui è stato aggiunto un led UV, ottenendo così un piccolo spot utile per evidenziare singoli punti del soggetto.
- La n. 4 è una torcia a led della UltraFire tipo wf-501b: di questo modello esiste la versione normale per luce bianca, ma è disponibile anche per varie lunghezze d’onda di UV e, se volete, anche per emissioni nel campo degli infrarossi. Dato il costo contenuto, si prestano a soddisfare moltissime esigenze di illuminazione.
La n. 5 è solo un supporto registrabile per treppiede da tavolo, in modo da mantenere la posizione delle torce nel punto più adatto. Lo utilizzo con le torce UltraFire o per posizionare singoli led di potenza.

Vediamo ora un tipico set di lavoro in luce ultra violetta:

Allega file  2.JPG   45,97K   3 Numero di downloads


In questo caso il soggetto è un fossile trilobite, in esame per vedere quali punti sono stati ricostruiti o per individuare eventuali punti di rottura.
Come si vede ho utilizzato la lampada da mineralogia a 365 nm per fare una illuminazione di fondo, più la torcia come luce spot per evidenziare la parte da fotografare.

Alcune note per evitare errori nell’uso degli UV in fotografia:

- eliminare le altre fonti di luce per non compromettere l’efficacia dei nostri illuminatori

- utilizzare la messa a fuoco manuale facendo delle prove, infatti la fotocamera metterebbe a fuoco con luce diversa ed in punto diverso. Anche se usate il fuoco manuale, fate delle prove di fuoco, perché anche il vostro occhio verrà ingannato dagli UV.

- In ogni caso, quello che vedete sarà spesso diverso da ciò che la fotocamera riuscirà ad immortalare: certe fluorescenze che il nostro occhio percepisce, la fotocamera non le vede, la gamma di contrasto tonale del nostro occhio è notevolmente più ampia di quella della fotocamera che, se siete particolarmente sfortunati, potrebbe anche avere al suo interno qualche lente trattata anti UV, rovinandovi tutto il vostro lavoro.

- Per questi e per altri motivi, non meravigliatevi se l’immagine stampata non saprà ricreare gli stessi effetti ottici che i vostri occhi hanno visto.




Abbandoniamo ora le cose noiose ed andiamo a fare una breve escursione nel campo della fotografia in luce ultra violetta.

Il soggetto della foto precedente era un fossile trilobite di cui si voleva conoscere lo stato di salute:

Allega file  3.JPG   60,24K   3 Numero di downloads


Come già accennato, la visione dell’occhio è molto più evidente: il bianco delle giunzioni è in realtà un bianco luminosissimo e non certo il bianco bluastro della foto, ma tant’è, dobbiamo accontentarci. Ad ogni modo è ben documentata la ricostruzione di parte della costolatura su di un fianco e la frattura della parte inferiore della matrice.

Vediamo ora una roccia sedimentaria con diverse ammoniti:

Allega file  4.JPG   103,43K   3 Numero di downloads


Ancora, nella visione diretta la superficie delle ammoniti appare bianco cangiante ed è molto luminosa, purtroppo nella foto il colore si smorza e la fluorescenza scompare del tutto.

La proprietà di mettere in evidenza le fratture e le imperfezioni trova il suo massimo campo di applicazione nel controllo dell’ambra fossile:

Allega file  5.JPG   83,83K   2 Numero di downloads


Alla luce ultra violetta ogni minima incrinatura diventa evidentissima, le microscopiche bolle d’aria rendono lattiginosa la superficie della pietra, le zone di ossidazione appaiono di colore completamente diverso e non più opalescenti.


Terminiamo questo succinto excursus facendo una capatina nel mondo dei minerali, così avremo anche modo di vedere direttamente il risultato ottenibile con le diverse lunghezze d’onda della luce UV.

Allega file  6.JPG   28,78K   2 Numero di downloads


Questo bellissimo minerale è la umile e grigia Calcite, che si ammanta di una bellissima luminescenza rosa, quando è colpita dagli UV a 365 nm.

Allega file  7.JPG   24,31K   2 Numero di downloads


E questa è la stessa Calcite che, illuminata da UV, ma a 254 nm, mostra un netto colore rosso vivo e, sotto questa luce, diventano visibili anche alcune impurità che altrimenti non vedremmo: quei piccoli cristalli di Willemite che assumono una vivace colorazione verde.


:)

#2 Mitra zonata

Mitra zonata

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Inviato 11 giugno 2015 - 12:00

a proposito ....  http://www.pfeil-ver...pdf/4_59d22.pdf

#3 Mitra zonata

Mitra zonata

    Protozoo

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Inviato 11 giugno 2015 - 12:13

rimango sempre affascinato dai tuoi post Enotria

#4 dany88

dany88

    Ammonite

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Inviato 11 giugno 2015 - 05:09

Davvero interressante, complimenti Enotria!

#5 Ebo

Ebo

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Inviato 11 giugno 2015 - 06:39

Enotria, ho una lampada di wood utilizzata per vedere se l e banconote sono false o meno.
A che lunghezza d'onda lavorano questi neon?

Grazie e complimenti, come dice Mitra Zonata, i tuoi post sono davvero interessanti.

#6 darwin60

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Inviato 11 giugno 2015 - 11:44

un'altra importante applicazione sarebbe quella di fotografare fiori tipo le orchidee che vengono impollinati da insetti (i cui occhi sono sensibili a queste lunghezze d'onda): alle volte nell'ultravioletto hanno dei disegni fantastici. Se le orchidee sono bianche ma ci sono delle anche minime tracce di violetto è probabile che ci siano disegni visibili nell'ultravioletto

#7 Ale

Ale

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Inviato 12 giugno 2015 - 06:31

A proposito dell'uso della luce UV, segnalo questo interessante articolo

Glowing Seashells: Diversity of Fossilized Coloration Patterns on Coral Reef-Associated Cone Snail (Gastropoda: Conidae) Shells from the Neogene of the Dominican Republic


http://www.scienceda...50401145441.htm

#8 Enotria

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Inviato 12 giugno 2015 - 06:44

Scusate il mio ritardo nel rispondere, ma ho avuto qualche piccolo contrattempo.

Per tutti, grazie degli apprezzamenti, spero che il 3d sia di stimolo per qualcuno di voi che voglia approfondire.
Al riguardo, se c'è qualcuno di voi esperti vicino a me, si potrebbe fare assieme una ricerca di utilizzo nel vostro campo e poi pubblicarla sul Forum. Ma occorre uno di voi perché io di paleo non so praticamente nulla.

Per Ebo, i rilevatori di soldi falsi in genere lavorano sui 365 o giù di li. Sono comunque già interessanti per eccitare luminescenze in vari campi.

Una raccomandazione: se vi capita di usare UV a lungo e con sorgenti potenti, è bene proteggere gli occhi con appositi filtri: le nostre lampade non saranno micidiali come le saldatrici ad elettrodi che vi mandano all'ospedale, ma meglio non esagerare con l'esposizione, specie a 254 nm.

Una sequenza fotografica interessante:

Allega file  Calcite_Willemite.JPG   39,93K   2 Numero di downloads


Un suggerimento se utilizzate gli UV per indagine e volete dimostrare l'eventuale incollaggio o restauro di un pezzo: con gli occhi tutto è ben visibile, molto più difficile fare la foto per dimostrare un avvenuto restauro.
In questo caso è bene intervenire in post produzione, ritoccando il bilanciamento dei colori:

Allega file  Bilanciamento.jpg   115,2K   3 Numero di downloads

In questo modo la foto è molto più esplicativa e mette meglio in evidenza le difformità, ad esempio confrontate questa con la foto precedente, la n. 3:

Allega file  Trilo_1_p.JPG   38,06K   3 Numero di downloads



:)

#9 bramfab

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Inviato 12 giugno 2015 - 12:37

Magari faccio confusione, ma mi sembrava di ever letto che nelle macchine fotografiche digitali sia inserito un filtro contro l' ultravioletto, o forse e' contro l'infrarosso?

#10 Ebo

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Inviato 12 giugno 2015 - 01:01

Io so dell'infrarosso.
Infatti per fare foto astronomiche viene generalmente rimosso per ottenere tempi di posa piu' corti e maggiore sensibilità a queste lunghezze d'onda.
Qui una breve descrizione:

http://www.fotografa...na-fotografica/

ATTENZIONE! l'autore quando scrive "...Normalmente la procedura di eliminazione del filtro viene effettuata per scopi astrologici in quanto la..." sarebbe da appendere per i piedi ed affumicarlo a fuoco lento. Ovviamente il termine corretto è astronomici.

#11 darwin60

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Inviato 12 giugno 2015 - 11:00

il filtro UV nelle macchine fotografiche è abbastanza comune

#12 francomete

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Inviato 13 giugno 2015 - 06:33

Non per inquinare quanto appena postato.
Qualche foto di fluorescenza sotto UV nelle ambre e copali.
Fatte con una torcia a led proveniente da Hong Kong pagata una follia, circa 2,5 dollari spedizione compresa.
Non ho idea della lunghezza d'onda ma da quanto detto sopra presumo 365 nm.

Ambra del Borneo

Allega file  AmbraBorneoUV.jpg   52,77K   1 Numero di downloads

Ambra baltica

Allega file  AmbraUV1.JPG   70,94K   3 Numero di downloads

Sempre ambra baltica, misto Uv e luce naturale

Allega file  AmbraUV2.JPG   60,72K   3 Numero di downloads

Copale Madagascar

Allega file  CopalMadUv1.jpg   76,38K   3 Numero di downloads

Copale Madagascar

Allega file  CopalMadUv2.jpg   64,54K   2 Numero di downloads

La differenza nella fluorescenza tra ambra e copale è veramente minima e dipende anche da se e quanto è stata riscaldata.

#13 francomete

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Inviato 13 giugno 2015 - 02:36

Il discorso cambia con l'ambra dominicana, in foto un piccolo lotto di scarsa qualità (con qualche insettino dentro però ;) ) semilavorato dal grezzo, non riscaldato, con presenza di corteccia e impurità varie. Sgrossato con mola ad acqua e poi rifinito grossolanamente con carta abrasiva in acqua e sidol.
La risposta agli UV è sorprendente, ci sono sicuramente "zone" di ambra blu (le sfumature color turchese)

Allega file  Amb_Dm_01.JPG   126,47K   1 Numero di downloads

Allega file  Amb_Dm_02.JPG   75,62K   2 Numero di downloads

Allega file  Amb_Dm_03.JPG   83,1K   3 Numero di downloads

Allega file  Amb_Dm_04.JPG   72,94K   3 Numero di downloads




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