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Identificazione bivalvia

Bivalvia

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16 risposte a questa discussione

#1 Adrian11

Adrian11

    Molecola Organica

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Inviato 09 giugno 2017 - 08:37

Ciao ragazzi, sapresti aiutarmi nell'identificare questi fossili di bivalvi. Io dal basso della mia ignoranza penso di aver identificato almeno la famigliare ( Pectinidae ). Li ho ritrovati presso una cava ad Apricena.
Grazie

Allega File(s)



#2 Estwing

Estwing

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Inviato 09 giugno 2017 - 09:34

Direi Chlamys o Pecten.
Per saperne di più puoi leggere questo:
http://www.isprambie...s/gft2012_4_1_2

#3 Adrian11

Adrian11

    Molecola Organica

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Inviato 09 giugno 2017 - 03:27

Grazie per la risposta Estwing

#4 Attilio

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Inviato 09 giugno 2017 - 03:58

A me paiono dei Pecten, viste le orecchiette uguali della conchiglia evidenziata. Per la specie, bisognerebbe vedere il fossile pulito.

Allega file  post-16366-0-23307800-1496993821_thumb.jpg   152,48K   5 Numero di downloads

#5 Simone93

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Inviato 09 giugno 2017 - 09:47

Credo di potermi orientare su Pecten jacobaeus

Sia valva inf che sup corrispondono

#6 Adrian11

Adrian11

    Molecola Organica

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Inviato 10 giugno 2017 - 11:34

Grazie delle risposte ragazzi. Io non so come pulire bene i fossili evitando di fare danni. Avete qualche consiglio ?

#7 Simone93

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Inviato 10 giugno 2017 - 02:11

Inizia spazzolando sotto un filo di acqua corrente con spazzolino da denti

Magari puoi usare dopo un ago per togliere le incrostazioni dalle valve

Prova

Riposta foto è vediamo come va

Magari poi si passa ad altro se il risultato non sarà soddisfacente ;)

#8 Attilio

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Inviato 10 giugno 2017 - 04:35

A me pare piuttosto un Pecten bosniaskii. Il jabobaeus ha le costolature più distanziate ed accentuate. Aspettiamo di vedere il pezzo pulito per potere identificare meglio la bestia

#9 Neomegalodon

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Inviato 14 giugno 2017 - 10:35

Per fossili pliocenici racchiusi in arrnarie o argille anche un'immersione semplice in acqua pteferibilmente distillata, protratta per alcune ore può essere utile. Per gasteropodi in argilliti triassiche ho usato utilmente perossido di idrogeno ad alta concentrazione (lo puoi ordinare in farmacia. Attenzione può ustionare la pelle).

#10 Neomegalodon

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Inviato 14 giugno 2017 - 10:37

Lo spazzolino da denti usato con moderazione e a setole morbide è un grande strumento. All'ago io preferisco uno stuzzicadenti in quanto il legno è meno a rischio rigature rispetto al metallo.

#11 Simone93

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Inviato 14 giugno 2017 - 11:16

Non avevo mai pensato allo stuzzicadenti

Quindi mai usato

Vedrò di provare domani

Per eliminare matrice argillosa classica grigio azzurra plio-pleisto
okay stuzzicadenti


Ma voglio vedere per per incrostazioni andrà bene uguale?

Magari si, immersioni per far ammorbidire matrice

Ma l'aqua ossigenata non potrebbe intaccare il fossile? Quanti volumi?

#12 Neomegalodon

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Inviato 15 giugno 2017 - 04:12

L'acqua ossigenata l'ho impiegata su esemplari di Promathildia hemes, piccoli gasteropodi del Retico e posso dire che non si sono danneggiati nonostante avessi impiegato un'alta concentrazione (se ben ricordo 20 volumi ma andrò a ricontrollare). Al limite potresti iniziare con concentrazioni più "tranquille" come quelle che trovi abitualmente in vendita e che sono probabilmente già sufficienti per dare un buon grado di pulizia ai tuoi esemplari.

#13 Neomegalodon

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Inviato 15 giugno 2017 - 04:15

Il vantaggio del perossido di idrogeno è anche quello di eliminare efficacemente la patina di alghe e microrganismi che a volte ricopre la superficie dei nostri amati fossili chiazzandola di verde-marroncino.

#14 Neomegalodon

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Inviato 15 giugno 2017 - 04:21

Un'ultima cosa: in alcuni casi la matrice è l'unico legante in grado di garantire l'integrità di gusci fossilizzati percorsi da crepe e fissurazioni. In tali circostanze la ripulitura va eseguita con prudenza e moderazione per non incorrere nel rischio di trovarsi in mano un mucchietto di frammenti. Personalmente io sono un perfezionista integralista e preferisco lasciare al loro posto esemplari anche pregevoli ma della cui interezza non sono certo.

#15 Simone93

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Inviato 15 giugno 2017 - 04:40

Grazie per la dritta su perossido di idrogeno

non sapevo che potesse pulirle

Io in qualsiasi caso preferisco sempre avere e lasciare il pezzo in matrice
in qualunque stato esso si trovi

#16 Neomegalodon

Neomegalodon

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Inviato 15 giugno 2017 - 05:04

Si, in effetti può essere un approccio interessante mantenere il fossile associato alla matrice, in quanto questo aumenta la quantità di informazioni fornite dal reperto stesso evidenziando il rapporto tra l'organismo e l' ambiente in cui ha vissuto.

#17 Estwing

Estwing

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Inviato 16 giugno 2017 - 08:20

Visualizza MessaggioNeomegalodon, il 15 giugno 2017 - 05:04 , ha scritto:

Si, in effetti può essere un approccio interessante mantenere il fossile associato alla matrice, in quanto questo aumenta la quantità di informazioni fornite dal reperto stesso evidenziando il rapporto tra l'organismo e l' ambiente in cui ha vissuto.
Assolutamente sì; inoltre ha un aspetto molto più naturale





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