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Denti e ossa, distinzione fra fossile e recente


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4 risposte a questa discussione

#1 Kronos

Kronos

    Molecola Inorganica

  • Utente old
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Inviato 15 giugno 2017 - 09:26

Buongiorno,
dopo l'aratura di alcuni campi coltivati, emerge di tanto in tanto qualche osso frammentato e qualche dente qua e la.
In allegato alcune foto.

Cosa potrebbe essere?

Da qui vorrei porvi un quesito agganciandomi a questi resti. Come si fa a distinguere un osso, un dente, o comunque un resto antico e/o avente un valore storico-scientifico, da uno recente e privo di interesse? Come si valuta se si è prima oppure oltre questo "confine"?

Grazie mille,
Saluti

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#2 FOSSIL1

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Inviato 15 giugno 2017 - 10:58

le ossa "fresche" sono bianche candide, leggere, compatte all'esterno e prose all'interno. La permanenza nel terreno va a degradare queste caratteristiche e quindi avremo:
Una migrazione del colore per via delle sostanze assorbite dal terreno (dal bianco si passa al marrone scuro passando per tutte le gradazioni intermedie).
La superficie si degrada gradualmente per via degli impatti con rocce o per sfregamento se trasportata,  si corrode per l'azione dell'acidità di terreno e acqua.
La parte interna perde di compattezza e man mano le pareti delle celle della parte porosa si rompono aumentando la dimensione apparente delle celle stesse.

la fossilizzazione è un processo diverso che avviene in particolari condizioni e fa sì che la parte biologica del tessuto osseo sia sostituita con altri minerali. L'osso fossile propriamente detto risulta quindi fatto di "pietra".


Riguardo alla domanda del confine tra il rilevante e l'irrilevante il discorso non è semplice e dipende da molti fattori non sempre tutti noti ( ovvero potremmo ritenere oggi una cosa non interessante salvo poi scoprire che si tratta di un elemento importantissimo).

Tornando  al tuo ritrovamento, il mio parare è che si tratti di ossa recenti (in termini geologici) riconducibili ad uno o più  animali morti o seppelliti nel campo che stai arando. il profilo dei molari mi fa pensare a un cinghiale o qualche altro suide.
considera comunque che nei campi di terra di alcune zone italiane sono stati trovati resti di balena estinte aventi migliaia di anni, quando emerge qualcosa buttare un occhio non fa mai male.

#3 Kronos

Kronos

    Molecola Inorganica

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Inviato 15 giugno 2017 - 10:39

Grazie mille.
Fino ad ora mi sono sempre interessato a tutto ciò che emergeva, mi eserciterò a discriminare l'utile dal recente.

Grazie ancora
Saluti

#4 nonno

nonno

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Inviato 16 giugno 2017 - 09:57

Se altre alle ossa o denti vari, sempre nel terreno, si trovano cocci di vasellame con impasto grezzo, facilmente potrebbe trattarsi di resti di bivacchi o cacciagione dell'uomo paleolitico. Spesso con le arature si trovano segnali di vita vissuta, dell'uomo, su palafitte. A volte è interessante sapere e o studiare la storia dei territori dove si fanno questi ritrovamenti, facilitando cosi le probabilità di dare un nome, d'appartenenza, al reperto stesso.

#5 Kronos

Kronos

    Molecola Inorganica

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Inviato 17 giugno 2017 - 12:28

Grazie, verissimo. Di solito cerco una carta geologica per risalire all'epoca del sedimento, e magari cercare delle specie chiave, come Trunculariopsis per le conchiglie pleistoceniche, ma la maggior parte delle volte mi vedo queste ossa, o frammenti, o conchiglie, e il dubbio se siano rilevanti o meno mi sale sempre. Nell'incertezza cerco sempre di dare una risposta, o almeno ci provo. Frequente è anche trovare reperti più recenti, come della guerra, ma anche della vita di un tempo di 50, 30 anni fa. Sono comunque delle istantanee su un passato che non c'è più, con la loro storia, i loro proprietari, le loro avventure. Sotto questo punto di vista è vero, ogni cosa scoperta ha la sua importanza. Però devo imparare come fare un po' di selezione ecco ;D
Grazie a tutti




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