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Quello scoperto in Groenlandia è davvero il fossile più antico del mondo?


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3 risposte a questa discussione

#1 niccosan

niccosan

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Inviato 19 ottobre 2018 - 06:52

    Secondo un nuovo studio, le particolari strutture coniche che caratterizzano le rocce di Isua, in Groenlandia, non si sarebbero originate grazie all’azione di microrganismi, ma sarebbero il risultato delle deformazioni della crosta terrestre: se così fosse, non si tratterebbe delle più antiche testimonianze di forme di vita sulla Terra come ipotizzato in uno studio del 2016


Nel 2016, la pubblicazione di uno studio su Nature aveva lasciato esterrefatti i paleobiologi di tutto il mondo: un team di ricercatori australiani aveva rinvenuto, nella cintura di rocce verdi di Isua, in Groenlandia - nota per essere la più antica porzione di crosta terrestre - quello che, con i suoi 3,7 miliardi di anni, si riteneva essere il fossile più antico della Terra.

Il gruppo di studiosi guidato da Allen Nutman, dell’Università di Wollongong, aveva nello specifico scoperto delle strutture lamellari rocciose di forma conica, lunghe fino a circa quattro centimetri, che secondo i ricercatori erano state create da microrganismi. Tali strutture, note come stromatoliti, rappresentano le prime tracce di vita sul nostro pianeta. Questa scoperta spostava di 220 milioni di anni la prova dell’esistenza di forme di vita sulla Terra: prima di allora, la più antica testimonianza della comparsa di organismi viventi era stata trovata in Australia, nel Cratone Pilbara, e risaliva a 3.480 milioni di anni fa.
Anche in questo caso si trattava di stromatoliti.

Adesso, da un nuovo studio appena pubblicato su Nature - guidato dall’esobiologa della Nasa Abigail Allwood - emerge che quelle strutture non si sarebbero originate grazie all’azione dei microrganismi, ma dalla compressione e dilatazione delle rocce durante la formazione della crosta terrestre. Se così fosse, quelle osservate non sarebbero in realtà stromatoliti, nonostante la forte somiglianza con queste strutture, che sono invece il risultato di un processo biologico.

Deformazioni tettoniche

Il nuovo gruppo di ricerca è arrivato a queste conclusioni dopo aver raccolto nuovi campioni di roccia dalla stessa formazione rocciosa, e dopo averne analizzato la struttura e la composizione chimica. A non convincere la studiosa riguardo alla natura biologica delle strutture è stata la loro disposizione perfettamente allineata e il fatto che alcuni di questi “coni” fossero rivolti con la punta verso il basso, cosa che - afferma - difficilmente si verifica nel caso in cui si assiste ad attività microbica.

Allwood suggerisce piuttosto che queste strutture fossero, in origine, strati di roccia che, per effetto della compressione, si sarebbero piegati assumendo queste forme appuntite, oltre ad allungarsi in direzione perpendicolare alla pressione.

Le analisi chimiche dei campioni di roccia rivelano inoltre la presenza, all’interno delle strutture, di minerali ricchi di silicio, e di carbonato nello strato esterno: quest’ultimo, secondo gli autori del nuovo studio, si sarebbe formato non per effetto dell’azione dei microrganismi, ma per la presenza di un liquido ricco di carbonato che si sarebbe infiltrato nelle rocce.

Studiosi a confronto

Nutman obietta che, sebbene i nuovi campioni siano stati prelevati a soli circa 45 centimetri di distanza da quelli raccolti dagli studiosi nel 2016, qui le rocce sarebbero state troppo deformate per riuscire a preservare fossili delicati come quelli. Tale alterazione sarebbe, secondo lo studioso, la causa della formazione delle strutture coniche con la punta rivolta verso il basso. Inoltre, secondo l’autore dello studio pubblicato nel 2016 non è possibile che la normale compressione degli strati rocciosi abbia potuto produrre strutture simili a forma conica: lo studioso sostiene che, per effetto della compressione, queste strutture avrebbero dovuto assumere una forma curvilinea, e non rettilinea come nel nostro caso. Stessa cosa vale per gli strati di roccia che le circondano.

Il dibattito sull’origine di quelle formazioni rocciose resta aperto all’interno della comunità scientifica. Ma una cosa è certa: gli studi di Nutman e Allwood sono entrambi preziosi poiché pongono le basi per la ricostruzione degli eventi che hanno determinato la formazione delle rocce miliardi di anni fa.

http://www.nationalg...mondo_-4158668/

#2 Archeomatt_

Archeomatt_

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Inviato 19 novembre 2018 - 08:02

molto interessante

#3 Prejott

Prejott

    Dinosauro

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Inviato 19 novembre 2018 - 10:59

Ma il fossile più vecchio non erano i "tubetti rossi" della Nuvvaggituq belt? Che, tra l'altro, sono molto più vecchi...

#4 niccosan

niccosan

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Inviato 20 novembre 2018 - 01:06

Visualizza MessaggioPrejott, il 19 novembre 2018 - 10:59 , ha scritto:

Ma il fossile più vecchio non erano i "tubetti rossi" della Nuvvaggituq belt? Che, tra l'altro, sono molto più vecchi...

Parli di questo studio?

Dodd, Matthew S., Papineau, Dominic, Grenne, Tor, Slack, Jf, Rittner, Martin, Pirajno, Franco, … Little, Cts. (2017). Evidence for early life in Earth's oldest hydrothermal vent precipitates.

Allega file  article.pdf   3,92MB   1 Numero di downloads

gli stessi autori non asseriscono in via preferenziale che tali strutture siano di origine organica ma trovano anche loro ipotesi mineralogiche o abiotiche

Citazione

First, the NSB tubes rarely branch, are commonly straight, and exhibit parallel
orientation that may reflect preferred mineral growth. If iron was remobilised along
crystal boundaries of acicular minerals as they grew during diagenesis and
metamorphism, tube-like structures of haematite could have formed

quindi suppongo che siano ancora in attesa di sentire pareli autorevoli prima di dire sono loro le forme + antiche

chi ha news + aggiornate?

Nicola A. Cosanni




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