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Megalodon non scomparì durante estinzione di massa ma molto prima


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5 risposte a questa discussione

#1 niccosan

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Inviato 14 febbraio 2019 - 10:45

Il Megalodon era uno squalo di grosse dimensioni estintosi centinaia di migliaia di anni fa. Secondo le teorie predominanti, il Megalodon si sarebbe estinto poco più di un milione di anni fa, nel contesto di una grossa estinzione di massa che vide scomparire tanti altri animali marini, ma un nuovo studio, pubblicato su PeerJ, rileva che l’estinzione di questo animale acquatico sarebbe avvenuta molto prima, circa 2,6 milioni di anni fa.

I ricercatori hanno studiato tutti i fossili di Otodus megalodon ritrovati nelle rocce della California e della bassa California per eseguire una stima più precisa relativa al periodo dell’estinzione. Dopo aver trovato diversi errori di datazione, gli scienziati hanno riesaminato statisticamente i dati e hanno scoperto che l’estinzione dell’animale deve essere avvenuta almeno un milione di anni prima di quanto stimato in precedenza.

Si pensava inoltre che l’estinzione del Megalodon fosse legata ad una grande estinzione di massa che coinvolse diversi animali marini e che avvenne circa 1-2,5 milioni di anni fa.
Questa estinzione, le cui cause, secondo una delle teorie predominanti, sono da ricercare nelle radiazioni provenienti da una supernova che investirono la Terra, coinvolse molte specie, ora scomparse, di foche, trichechi, focene, delfini e balene ma questo nuovo studio stabilisce che l’Otodus megalodon si è estinto molto prima.
Inoltre gli stessi ricercatori non sono neanche convinti che questa sia stato un’estinzione di massa in quanto i fossili di mammiferi marini di questo periodo sono straordinariamente rari.

Secondo Sarah Boessenecker, dell’Università di Leicester, una delle autrici dello studio, “È possibile che ci sia stato un periodo di turnover faunistico (molte specie si sono estinte e molte nuove specie sono apparse) piuttosto che una vera e immediata e catastrofica estinzione causata da un cataclisma astronomico come una supernova”.
Secondo gli scienziati a causare l’estinzione del Megalodon fu più probabilmente una casa naturale, ad esempio la competizione con il grande squalo bianco moderno (Carcharodon carcharias) che alla fine ebbe la meglio.

#2 Guest_FOSSIL1_*

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Inviato 11 maggio 2019 - 01:18

perchè otodus megalodon? l'inclusione di carcharocles in otodus sembra tutto meno che un affare concluso.

#3 Simone93

Simone93

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Inviato 11 maggio 2019 - 09:49

Otodus megalodon?
Tramite l'Otodus aksuaticus, la transizione tra Otodus obliquus e Otodus auriculatus con ramificazionè inclusa di Otodus cf. sokolowi. Dove O.obliquus sviluppa seghetto a partire dalle due cuspidi laterali, fino ad arrivare alla punta della cuspide centrale.

Un po' come il Carcharodon hubbelli da Carcharodon hastalis (ex Isurus) a C. carcharias.

Passato in seguito in O. angustidens, O. chubutensis e O. megalodon.

Il lignaggio è confermato oramai da quasi tutti i ricercatori di filogenia per la discendenza del meg.
Inserendo forse come progenitore di famiglia la Cretolamna appendiculata.

Attualmente la forma più corretta di specie è Otodus megalodon.
Attualmente.
Magari con il tempo vi saranno altri sviluppi. Sviluppi che potrebbero ridisegnare completamente tutta la filogenia. Ma credo che sia piuttosto ferrea questa attuale

#4 Guest_FOSSIL1_*

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Inviato 13 maggio 2019 - 05:55

in pratica hanno riattualizzato classificazioni degli anni '80. Ci sono state scoperte recenti che mi sono sfuggite o si tratta di elucubrazioni?

#5 Simone93

Simone93

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Inviato 14 maggio 2019 - 12:24

Faccio un sunto molto stretto, magari per tutti.
Diciamo che dagli anni 30 ad oggi aver creato 3 sottogeneri da Otodus è risultato essere un po' troppo dispersivo e molte volte, con differenze davvero minime sulla morfologia. Da dove partivano le cuspidi laterali, da dove partiva il seghetto ecc.

C'è chi appoggiava chi, e chi appoggiava il pensiero di altri.

Il sottogenere di Megaselachus di Glickman è stato usato erroneamente senza aver dato considerazione che il genere Carcharocles era stato già preso precedentemente e dato negli anni 20 da Jordan e Hannibal, raggruppando tutti i denti di grandi dimensioni con seghetto. Quindi risultava un genere già presente.
Da qui scomparve il genere Megaselachus.
Il peridodo in cui venne usato il genere Carcharodon è stato un periodo buio per l'assegnazione di genere del megalodon.
In quanto l'attuale Carcharodon carcharias aveva alcune somiglianze nel lignaggio con il megalodon. Confutato anche questo con l'eliminazione del megalodon dalla discendenza dello squalo bianco. Assegnato da pochi anni al genere definitivo di Isurus.
Per fortuna è durato poco il genere Carcharodon per il megalodon.
Ma nonostante tutto c'è chi ancora oggi, usa il generè Carcharodon e Megaselachus per il megalodon.
La situazione non era chiara e venivano usati entrambi i generi per le stesse specie, di parte per l'auriculatus, sempre definito come Carcharocles.
Più aver usato un mix. Il genere Otodus era rimasto tale. La specie angustidens era del genere Carcharocles così come l'auriculatus mentre angustidens e chubutensis era assegnati come Megaselachus, così come anche il megalodon. Ma sul megalodon avevamo quasi in contemporanea tutti e tre i generi: Carcharodon megalodon, Carcharocles megalodon, Megaselachus megalodon.
Il risultato, venuto dall'esclusione di alcuni generi e con assegnazioni separate era in fine un compromesso.
Con le analisi successive di svariati autori tra grandezze, tra le cuspidi laterali che man mano si avvicinavano alla cuspide centrale fino a fondersi, tra i numeri dei dentelli del seghetto per cm, ma anche per densità della dentina, assegnazione temporale e geografica, hanno concluso che tutti dovevano appertenere ad uno stesso genere, e tutti provenienti da uno stesso progenitore.
Come ho già riferito nel messaggio precedente hanno usato il Carcharocles aksuaticus come specie di transizione da Otodus obliquus a Otodus auriculatus. Ma inizialmente la specie venne descritta dal benedetto Agassiz come Otodus subserratus ma ridefinito da Menner alla fine degli anni 20, come Carcharocles con assegnazione di specie di aksuaticus data la dimensione e lo sviluppo iniziale/parziale del seghetto, per loro doveva essere per forza un Carcharocles.
Invece è stato supposto e messo in chiaro che tale specie è derivato dall'Otodus obliquus. Semplicemente cominciò nello sviluppare il seghetto e in contemporanea le cuspidi laterali si avvicinavano a quella centrale. Quindi è stato assegnato a tale specie il nome di Otodus aksuaticus. Accertato questo, tutti i suoi discendenti, hanno preso il nome di Otodus, arrivando ovviamente a Otodus megalodon.
Magari tra qualche anno avremo tutta la filogenia sotto il genere di Cretalamna.
Stanno cercando come la Cretalamna appendiculata sia arrivata ad Otodus.
Per adesso assegnazione come progenitore della linea evolutiva del meg in Cretalamna è solamente pura supposizione per via della vaga forma e per la dimensione ridotta. Una forma che magari si sia evoluta per dimensione in corrispondenza della crescita e dello sviluppo degli enormi mammiferi marini che in quei periodi si stavano sempre più espandendo nel globo. Crescono le prede, crescono i predatori

#6 Guest_FOSSIL1_*

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  • Visitatore

Inviato 15 maggio 2019 - 03:20

Come immaginavo, si tratta di elucubrazioni e rielaborazioni delle teorie. Speravo ci fosse stata qualche scoperta intermedia che avesse fissato il punto.




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