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Spazio: Galassie crescono "mangiando" idrogeno primordiale.


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#1 Franz

Franz

    Molecola Inorganica

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Inviato 13 ottobre 2010 - 06:45

(AGI) - Londra, 13 ott. - In che modo si sono sviluppate le prime galassie agli albori dell'Universo? E' questa una delle
domande piu' dibattute dell'astrofisica e della cosmologia contemporanea. Fino ad ora l'idea prevalente tra gli scienziati
era che fossero drammatici e spettacolari scontri fra galassie a formare gli oggetti piu' massicci osservati, come ad esempio
la nostra Via Lattea. Oggi pero' un lavoro pubblicato sull'ultimo numero della rivista Nature da parte di un gruppo
tutto italiano di ricercatori dell'INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell'Universita' di Firenze propone un nuovo
scenario: le prime galassie si sarebbero accresciute catturando enormi quantita' di gas, essenzialmente idrogeno ed elio,
presente in regioni di spazio vicine ad esse. ''Da qualche anno alcuni modelli teorici e osservazioni di galassie lontane - ha
spiegato Giovanni Cresci, dell'INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, primo autore dell'articolo - hanno cominciato a
suggerire che l'assorbimento continuo di gas potesse essere uno dei meccanismi principali che guida la formazione di nuove
stelle nelle galassie piu' massicce dell'Universo primordiale. Tuttavia mancava ancora l'osservazione diretta di questo gas
all'interno delle galassie stesse: grazie agli innovativi e potenti strumenti del Very Large Telescope (VLT) ci siamo
finalmente riusciti''. Gli astronomi hanno utilizzato lo strumento 'SINFONI' installato al telescopio VLT dello European
Southern Observatory (ESO) in Cile, per studiare la composizione chimica del gas presente in tre galassie a disco,
distanti oltre 12 miliardi di anni luce da noi e che quindi si erano gia' formate solo 2 miliardi di anni dopo il Big Bang. Il
punto di forza di 'SINFONI' e' la sua capacita' di fornire informazioni su come e' distribuita la materia nelle galassie
e, soprattutto, da cosa e' composta. Questo ha permesso di studiare per la prima volta in galassie cosi' distanti la
variazione della composizione chimica del gas dal loro centro fin verso la periferia. In ognuna delle tre galassie sono
state individuate alcune regioni prossime al centro, in corrispondenza delle zone di formazione stellare piu' intensa,
assai povere di elementi chimici piu' pesanti dell'idrogeno. Una scoperta sorprendete, che e' in disaccordo con le
previsioni fornite dalla maggior parte dei modelli teorici di evoluzione chimica e a quello che si osserva in galassie
vicine, dove la quantita' di elementi chimici piu' pesanti dell'idrogeno diminuisce via via che ci si sposta verso regioni
esterne della galassia. Le osservazioni confermano dunque lo scenario in cui la formazione di nuove stelle e' associata
all'accrescimento di gas primordiale nelle regioni centrali: le zone esterne delle galassie sono arricchite in elementi pesanti
prodotti all'interno delle stelle, mentre la scarsezza di elementi pesanti in quelle prossime al centro e' dovuta al
nuovo gas extragalattico, quasi totalmente composto da idrogeno. Ecco dunque la prova mancante che l'assorbimento di
ingenti quantita' di gas, senza il bisogno di piu' violente fusioni fra galassie, e' davvero presente e capace di sostenere
la formazione di nuove stelle, almeno nelle galassie piu' massicce dell'universo primordiale. ''Molti dei modelli di
formazione ed evoluzione delle galassie andranno ripensati alla luce di questi risultati'', ha proseguito Cresci. ''Ed e'
grande la soddisfazione - ha continuato - che un tassello cosi' importante del mosaico sia stato ottenuto dal nostro gruppo di
ricerca, tutto italiano''. Soddisfazione condivisa anche dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che ha in parte
finanziato l'attivita' di ricerca del team: ''ASI da anni supporta lo studio dell'Universo attraverso il finanziamento
sia di attivita' di sviluppo di modelli teorici che di analisi dati, finalizzate alla progettazione di nuovi strumenti per le
future missioni spaziali'', ha detto Barbara Negri, responsabile dell'Unita' Esplorazione e Osservazione
dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana.




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