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Ritorna la mostra “Viaggio nei paesaggi dell’Espace Mont-Blanc” Un viaggio a 360 gradi attorno al Monte Bianco

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A partire da sabato 7 dicembre 2013 la Tour de l’Archet di Morgex torna ad ospitare la mostra “Viaggio nei paesaggi dell’Espace Mont-Blanc”, realizzata nell’ambito del progetto “Education à l’environnement: connaître et comprendre les territoires de l’Espace Mont-Blanc” del PIT Espace Mont Blanc.

L’esposizione, ideata e coordinata dal Museo regionale di Scienze Naturali della Valle d’Aosta, in collaborazione con il Centre de la Nature Montagnarde di Sallanches, la Fondation Tissières di Martigny e la Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur, torna oggi ad offrire al pubblico una panoramica dei più bei paesaggi dell’Espace Mont-Blanc, visti attraverso gli occhi del geologo, del geografo, del naturalista, ma anche dell’artista.

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Descritto un nuovo dinosauro della Hell Creek Formation, Acheroraptor temertyorum

Un nuovo piccolo dinosauro carnivoro proveniente dalla formazione di Hell Creek, Montana, USA è stato descritto oggi, il suo nome è Acheroraptor temertyorum. L'olotipo è formato da resti formati da parte della mascella inferiore e superiore con denti, le sue dimensioni sono più grandi dei raptor infatti si avvicina come dimensioni a quelle di Deinonychus. Acheroraptor è stato uno degli ultimi dinosauri non-aviani. E 'vissuto 67-66 milioni di anni fa in Nord America occidentale. Faceva parte di una comunità che comprendeva Tyrannosaurus rex e Triceratops. Come tale, Acheroraptor ci dà un quadro più completo dell'ecosistema esistente in Nord America poco prima della grande estinzione che segnò la fine dell'era dei dinosauri. Gli unici denti di Acheroraptor trovati fino ad ora per decenni erano incompleti e questo non ha permesso la ricostruzione tassonomica e filetica e quindi le relazioni con i Dromeosauri di Hell Creek.

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Un delfino con la testa "A Palla" scoperto nella rete

Il Mare del Nord è un luogo in cui i pescatori, sovente, fanno strani incontri nella rete da pesca. Famosi alcuni banchi del Mare del Nord un cui non si pesca solo pesce ma anche fossili. La scoperta di una nuova specie di delfino preistorico con la testa a palla, è avvenuta grazie proprio ad una pesca di un fossile particolare. Un delfino preistorico con la testa a forma di palloncino e il muso a spatola, vissuto circa due milioni e mezzo di anni fa, è la nuova specie scoperta grazie alla pesca di alcuni fossili di questo nuovo fossile. Il nome scientifico Platalearostrum hoekmani che gli è stato assegnato è ispirato proprio al nome del pescatore che lo ha ritrovato: Albert Hoekman.

Figura 1: Platalearostrum hoekmani, Ricostruzione. Illustrazione per gentile concessione Remie Bakker, Manimal Works
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E alla fine Edmontosaurus possiede una cresta carnosa!

Sul numero del 12 dicembre 2013 di Current Biology (A Mummified Duck-Billed Dinosaur with a Soft-Tissue Cock’s Comb) è stata pubblicata la scoperta di una struttura mai notata fino ad oggi sopra un hadrosauride per la precisione l'Edmontosaurus regalis. Praticamente una struttura carnosa è stata trovata in una mummia fossile di questo dinosauro scoperto in una zona a ovest di Grand Prairie, regione dell' Alberta in Canada, proveniente dalla Wapiti Formation del Cretaceo superiore, e tra i ricercatori che firmano la ricerca vi è anche un giovane paleontologo italiano, Federico Fanti, già conosciuto ai più in Italia tra gli addetti ai lavori ed appassionati di paleontologia.

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Un ragno dal Triassico

Un nuovo genere di aracnide fossile è stato descritta dalla formazione delle Dolomie di Forni (depositate in ambienta lagunare circa 228 milioni di anni fa), provincia di Udine nel Friuli, da cui il nome Friularachne rigoi gen. et sp. nov.  Ritrovamenti di questo genere sono molto rari - a tutt'oggi solo quattro specie di ragni sono state descritte da sedimenti del Triassico.

L'olotipo fossile e disegno interpretativo di Friularachne rigoi (VECCHIA & SELDEN 2013) e ricostruzione dell'animale ad opera dell' artista Lukas Panzarin, immagine ripresa dal post "Friularachne rigoi (Dalla Vecchia and Selden 2013): New Triassic Spider!", pubblicato 24/01/2013 sul blog "Theropoda" a cura di A. CAU.
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Ricercatori italiani svelano la vita e la morte di un nuovo dinosauro

Secondo leggenda fu il caso ad aiutare i ricercatori nel 1923. La spedizione del naturalista americano Roy Chapman Andrews si era persa in un labirinto di gole scavate dall´erosione nel deserto dell´Asia Centrale, quando decisero di chiedere informazioni a una remota base militare nel bel mezzo del niente. Il fotografo della spedizione, John B. Shackelford, abbastanza annoiato a questo punto, si fermo a osservare il panorama ai bordi di una parete di roccia quando si accorse di frammenti di ossa emerge dal sedimento. Dopo brevi scavi emersero intere ossa di dinosauro e di piccoli mammiferi e più sorprendente delle gigantesche uova.
Uova di dinosauro erano fossili molto rari a quei tempi, ma grazie a questa scoperta Andrews sarà in grado di descrivere perfino interi nidi. 
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Dai dinosauri ai calanchi 2-6 gennaio 2012

 
Comunicato stampa del 31 dicembre 2011
“Dai dinosauri ai calanchi”.
Mostra scientifico-didattica presso l’Auditorium S. Agostino ad Atri (TE).
 
L’Associazione ANTEO (Associazione Natura Terra E Oceano) di Pescara, in collaborazione con la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF “Calanchi di Atri” e con il patrocinio del Comune di Atri organizza la mostra dal titolo “Dai dinosauri ai calanchi”, che si terrà dal 2 al 6 gennaio 2012 presso l’auditorium S. Agostino di Atri, tutti i pomeriggi dalle 16 alle 20.
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La Toscana: Terra di balene e vermi mangia-ossa

"Dicono che il mare è freddo, ma il mare contiene il sangue più caldo di tutti,
il più selvaggio, il più urgente."
"Whales Weep Not!" D.H. Lawrence (1885-1930)

Gli abissi marini sono stati spesso comparati con un deserto in cui solo occasionalmente si trovano delle oasi - campi idrotermali in cui sorgenti di acqua bollente offrono abbastanza energia da alimentare un ecosistema, oppure le carcasse in decomposizione di grandi animali marini.
I processi tafonomici in mare aperto differiscono notevolmente da quelli osservabili vicino alla costa o in acque poco profonde - anche se purtroppo ancora poco si conosce sui fattori che gli influenzano - soprattutto se si tratta di gigantesche carcasse, come per esempio di balena. Si presume che la decomposizione di un corpo cosi grande è influenzata in una prima fase dalla profondità della colonna d´acqua e la pressione idrostatica, due fattori che influenzano il tempo in cui la carcassa galleggia nell´acqua. Una volta raggiunto il fondo, la decomposizione della balena segue una successione generale con diverse ondate di animali spazzini e saprofagi. La carne è rapidamente rimossa da grandi animali, come per esempio squali. I resti, come tessuto adiposo e cartilagine, sono colonizzati più lentamente  da organismi che si cibano sia dei resti organici che dal denso tappeto di batteri che si sviluppa su di essi. Dopo alcuni mesi rimangono solo le ossa, anch´esse sono colonizzate da una comunità di specie molto interessante è specializzata per quest'ambiente estremo composta principalmente da batteri, molluschi e policheti. 
Gli esempi di grandi balene morte studiate oggigiorno sono abbastanza rari e imprese difficili (al minimo serve un sottomarino), ma il record fossile, soprattutto del Neogene, ha restituito materiale molto interessante e di relativamente facile accesso.
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